Sicurezza
L'imprenditore: «Le mascherine ci sono, ecco come si possono avere»
Grosseto: Ezio De Lilla lavora all’estero da molti anni e ha contatti con le aziende produttrici. Ora si mette al servizio delle istituzioni per far arrivare le protezioni anti-contagio da coronavirus soprattutto a medici e infermieri.
GROSSETO. Negli ultimi decenni ha visto con i suoi occhi – “sul campo” – gli effetti devastanti dei grandi conflitti mondiali e la distruzione provocata nel Belpaese dai terremoti: dalla Seconda Guerra del Golfo al sisma di Amatrice, per esempio. Oggi vuole mettere il suo bagaglio di esperienza al servizio dell’emergenza coronavirus, soprattutto a vantaggio della terra che l’ha accolto in gioventù. Figlio di un maresciallo dell’Aeronautica militare che “atterrò” alla Base Baccarini nel 1958, Ezio De Lilla – nato a Manfredonia ma grossetano d’adozione – è un imprenditore edile che lavora all’estero dal 1978 ed è un grande conoscitore degli scenari emergenziali. Non gli è rimasta indifferente la drammaticità con cui medici e infermieri denunciano da giorni la penuria di dispositivi che proteggono dal contagio: negli ospedali ma anche nelle reti territoriali dei medici di famiglia. Ed esce allo scoperto: «Le mascherine protettive ci sono – dice l’imprenditore – Non è vero che sul mercato scarseggiano e voglio dire alla comunità, a cominciare dalle istituzioni, come si possono reperire».
SCENARI DI GUERRA
Ezio De Lilla ha girato in lungo e in largo tutto il Medio Oriente: il Kuwait, il Qatar, il Libano, l’Iraq... E si è trovato anche nel mezzo delle guerre: nel 2003, per esempio, quando parte l’offensiva aerea angloamericana su Baghdad lui è in Iraq. Con la sua impresa si occupa di edilizia e di impianti industriali: e anche in situazioni estreme è sempre riuscito a far circolare le materie prime e a portare a termine il suo lavoro. Ed è proprio per la sua attività in zone ad alto rischio che è entrato spesso in contatto con realtà imprenditoriali che producono presidi protettivi: «Ci sono aziende che sfornano un milione di mascherine al giorno – dice – Con filtri, certificate, antibatteriche, quelle insomma adeguate per questa emergenza. Le fonti di approvvigionamento ci sono, eccome, non è vero che scarseggiano: al momento si trovano, per esempio, soprattutto in Turchia e in Cina».
LA LOGISTICA
Eppure negli ospedali le mascherine scarseggiano. È notizia di ieri l’ultimatum lanciato dalla “sezione” grossetana del Nursing Up, uno dei sindacati che tutelano gli infermieri: «O ci date le mascherine o andiamo in Procura». Come fare? «Se si cercano – dice De Lilla – si trovano. Dall’estero i dispositivi protettivi partono a nome di chi li riceve. Non c’è alcun ostacolo se è un’istituzione o un’autorità a richiederle: la protezione civile, le forze armate, le Asl. Discorso diverso è se le mascherine volessero essere acquistate da un commerciante: in tal caso, probabilmente, la merce verrebbe bloccata». Certo, bisogna sapere quali sono le aziende produttrici e conoscere il vademecum della logistica internazionale, che è fondamentale: «Per questo io mi metto a disposizione della istituzioni – dice De Lilla – Sono solo un geometra, un semplice impresario ma in questi giorni, per le mascherine, ricevo telefonate dal nord e dal sud Italia, e in alcuni ospedali del nord i dispositivi sono già arrivati». Insomma, chi – tra le autorità locali – volesse mettere al servizio della comunità l’esperienza dell’imprenditore, De Lilla c’è: e ne sarebbe lieto.
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