Italia
Fermata in stazione, sputa agli agenti. In tutta la città i controlli crescono
Grosseto. C’è chi dice di cercare il fidanzato che non trova, chi vuole il passaporto per partire. Varie denunce, forze dell’ordine ovunque.
GROSSETO. A volte le scuse più bizzarre, che paiono ingiustificabili e palesemente infondate si sprecano. Si deve stare tappati senza uscire? Il messaggio è ripetuto fino allo sfinimento in ogni canale possibile, istituzionale o meno, per evitare il contagio. E la maggior parte della popolazione recepisce anche; ma in altri casi è un rincorrersi di versioni anche le più disparate che stanno facendo il giro della città. Il popolo dei “ligi alle regole” non ammette deroghe. Si deve stare in casa.
Negli ultimi due giorni a Grosseto, dove i controlli sono costanti e in aumento, c’è chi ha detto di essere andato a cercare il fidanzato che non trovava; chi doveva andare a un processo (i processi sono fermi) e chi – proprio ora – voleva il passaporto per andare all’estero quando viaggi e voli sono sospesi. Oppure chi alla stazione, fermato davanti ai binari, ha reagito sputando agli agenti: non certo la situazione più edificante in un periodo di massima emergenza in cui le gocce di saliva che produciamo quando parliamo, tossiamo o starnutiamo sono insidiose (da parte di chi è infetto).
VUOLE IL PASSAPORTO
«Voglio il passaporto, voglio andare negli Stati Uniti». Un cittadino grossetano due mattine fa voleva il documento e si è presentato in Questura. Gli uffici amministrativi sono chiusi al pubblico e aperti solo per le emergenze. Lui, a quanto pare, voleva il passaporto e non aveva intenzione di andarsene senza.
Nessuna esigenza particolare sarebbe emersa, legata a salute, necessità o lavoro; la volontà era quella di andare in America. Alla fine il cittadino se ne è andato via senza passaporto e in più si è procurato una denuncia per violazione dell’articolo 650 del codice penale. Lo ricordiamo.
«Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro duecentosei». Il provvedimento è il Dpcm di Giuseppe Conte.
CERCA IL FIDANZATO
Due notti fa due donne sono state fermate nel corso di un controllo dalla polizia. Anche qui stessa procedura di verifica del rispetto delle disposizioni legate all’emergenza coronavirus. Salute? Lavoro? Necessità? E anche in questo caso le giustificazioni non hanno convinto gli operatori facendo scattare due denunce. Una delle due donne avrebbe detto di stare andando a trovare un amico; l’altra ha detto che «il fidanzato era andato in bicicletta e lei era uscita per andare a cercarlo». Non è bastato. Altre due denunce, pure qua, per violazione dell’articolo 650 del codice penale.
SPUTA
Strane reazioni produce il coronavirus, scatenando istinti aggressivi. Non è la prima volta che succede nel piazzale della stazione di Grosseto o anche dentro lo scalo ferroviario. Due giorni fa una donna gironzolava alla stazione; incerto se fosse scesa da un treno o fosse arrivata da fuori. È stata fermata per un controllo ma la reazione non è stata delle più composte. La signora è stata sentita urlare ed è stata vista aggredire gli agenti senza riuscirvi, perché stata bloccata in tempo. Però ha sputato. Denunciata per aggressione.
IN TRENO DA PISA
Sempre in stazione c’è stato un po’di caos la sera i mercoledì quando un treno arrivava da Pisa e – invece di procedere per Roma – ha subìto modifiche e restrizioni da parte di Trenitalia al pari di altri convogli, terminando la sua corsa a Grosseto. I pendolari sono scesi e sono stati sottoposti a controllo da parte degli uomini della Polfer. Chi doveva andare a casa a Roma per motivi di necessità si è ritrovato fermo nel capoluogo; le modiche (a quanto pare) erano comunque state comunicate da Ffss in origine, cioè alla stazione di partenza, sia nei monitor che con l’altoparlante, ma evidentemente erano state accolte con distrazione. Alla fine a Grosseto Ferrovie ha aperto la sala d’aspetto per far riposare lì i passeggeri. Alcuni sono ripartiti in via autonoma, qualcuno con il taxi per Roma. Qualcun altro ha trovato ospitalità in città, con l’intento di ripartire la mattina dopo. In questo caso erano tutto giustificati e non pare siano scattati provvedimenti per violazione dell’articolo 650 del codice penale.
La serata - in una città praticamente deserta e in uno scalo ferroviario quasi del tutto fantasma, a parte il transito di qualche pendolare che doveva muoversi per forza dopo aver terminato il lavoro - non è passata “inosservata” per l’inedito passaggio di circa 10 persone.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
