Sicurezza
Dalla via si alza il coro per chi è in prima linea «Così scacciamo anche noia e paure»
Il maestro Rossano Gasperini suona la chitarra e tutti partecipano al canto dai propri balconi
FOLLONICA
giulia sili
Stiamo in casa, distanti, ma vicini. Sono le parole di Beatrice Bonetti, una dei tanti residenti di via Cavour a Follonica. La via è una di quelle del centro della città del Golfo, con le case a due piani, tanti terrazzi e tante finestre. Lì si conoscono tutti e allora per passare un po’ di tempo insieme e dimenticare la noia dello stare reclusi, i vicini si danno appuntamento ogni pomeriggio con il maestro Rossano Gasperini. Tutti rigorosamente in casa, ovviamente.
Gasperini suona la chitarra e esegue canzoni su richiesta e così tutta la via si mette a cantare alzando un coro che si può sentire per tutto il centro di Follonica. «In via Cavour ci siamo organizzati per trovarci alle finestre e ai balconi, ogni pomeriggio a cantare, guidati dal maestro Rossano Gasperini – racconta Beatrice – E per ora siamo almeno in diciotto che prendiamo parte a questo appuntamento. Lo facciamo in onore e a sostegno di medici e personale sanitario che combattono, soffrono e muoiono anche per noi. A sostegno della nostra nazione, così messa a dura prova».
L’appuntamento è ogni giorni alle 18 e non mancano neanche gli striscioni appesi ai terrazzi: «Amore e onore al personale sanitario. Via Cavour resta a casa: una canzone per voi», si legge su uno dei lenzuoli che sventolano per la via. Il maestro Rossano Gaseprini, che in questi giorni non può seguire il suo Leopoldo Gospel Choir, si presta volentieri alle voci della via e, chitarra alla mano, suona canzoni finché non fa buio. Azzurro, Meraviglioso, Mamma Maria, Che sarà, Volare, Tanto Pe’ canta’ e tutte quelle canzoni cult che conosco tutti, dai bambini agli anziani, sono quelle che vanno per la maggiore ma non manca neanche l’Inno d’Italia e per l’occasione viene anche sventolato qualche tricolore. Gli anziani della via apprezzano molto l’intrattenimento musicale e aspettano che arrivino le 18 per aprire la finestra e cantare ma non mancano i giovani e i bambini che guardano incuriositi gli adulti. Il gruppo di via Cavour va avanti e cerca di scacciare la noia e la paura e come tutti gli italiani chiusi in casa per il coronavirus si riscoprono uniti anche se distanti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
