Toscana
Le signore del paese con ago e filo cuciono protezioni per i volontari
L’appello è partito dal parroco di Porto Ercole don Adorno Della Monaca In 35 si sono fatte generosamente avanti: ne producono 600 al giorno
mani d’oro
Circa 600 mascherine al giorno, 35 donne di Porto Ercole al servizio della comunità. In questi giorni di emergenza per contenere il contagio da coronavirus sono tante le persone che si stanno dando da fare per ovviare alla mancanza di mascherine. A Porto Ercole l’iniziativa è partita dal parroco don Adorno Della Monaca e mira a andare incontro ai residenti e alle associazioni argentarino che non possono disporre di una mascherina: specialmente gli anziani e i soggetti più a rischio. Nonostante all’Argentario sia stato registrato un caso di contagioda coronavirus non bisogna mai abbassare la guardia, così il parroco don Adorno ha proposto alle donne del paese, che si sono subito prestate, di realizzare delle mascherine in tessuto non tessuto, alcune delle quali sono già state consegnate alla Croce Rossa e alla Misericordia. Si possono avere solo su prenotazione e le richieste saranno classificate in base all’urgenza: saranno consegnate dal parroco o da persone di fiducia; verranno lasciate fuori dalla porta per evitare contatti, oppure dalle forze dell’ordine direttamente a casa, per evitare truffe. La fornitura è gratuita per tutti.
Sono 35 le donne che stanno realizzando circa 600 mascherine al giorno, utilizzando guanti e mascherine durante la produzione. La prima fornitura per la scorta delle Misericordie della provincia di Grosseto è già stata fatta, così come quelle per la Croce Rossa, per la farmacia, per i pescatori e per altre tipologie di lavoro. Saranno distribuite anche ai cittadini, dando la precedenza a chi lavora e a chi fa assistenza ai malati e agli anziani. Le mascherine sono realizzate secondo le indicazioni date dalla regione Toscana. Non sono monouso essendo realizzate in tnt, ma le deve usare sempre la stessa persona, senza mettere le mani all’interno e vanno sanificate tra un uso e l’altro. La comunità portoercolese sta reagendo bene all’emergenza, dandosi da fare attivamente con opere come questa, e dando prova di fede affiggendo ai balconi l’effige del santo protettore del paese, sant’Erasmo. Nonostante si festeggi il 2 giugno molti portoercolesi hanno deciso di appendere in anticipo fuori dalle proprie abitazioni la sua immagine, pregando che l’emergenza coronavirus finisca al più presto. —
ANDREA CAPITANI
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