Gioco
Infermieri, i presidi scarseggiano «Mascherine, o andiamo in Procura»
Il Nursid ha già inviato ai prefetti un esposto contro l’Asl Toscana Sud Est, il Nursing Up ha intanto presentato una diffida
grosseto
«Gravi inadempienze e violazione delle norme stabilite per decreto dal Governo: siamo pronti a denunciare l’Azienda sanitaria Toscana Sud Est per diffusione colposa dell’epidemia. In mancanza di riscontro da parte dell’Asl informeremo le competenti autorità giudiziarie civili per la tutela dei diritti del personale sanitario e l’ispettorato del lavoro, fino a ricorrere allo stato di agitazione del personale infermieristico». L’esposto è arrivato ieri ai prefetti di Siena e di Arezzo, oltre che alla stessa azienda sanitaria. A firmarlo sono stati i rappresentanti del Nursid, il sindacato degli infermieri, che dall’inizio dell’emergenza denunciano gravi carenze di dispositivi di protezione negli ospedali. A questo, si è aggiunto anche quello dell’Usb, inviato direttamente in Procura, perché, denuncia il sindacato «mascherine, camici monouso e occhiali, mancano e nfermieri e oss sono costretti a proteggersi con mascherine improbabili o addirittura “fai da te” e a convivere quotidianamente da una parte con la paura e dall’ altra con la rassegnazione». Il Nursing Up, la sigla sindacale che ha il maggior numero di iscritti tra il personale della provincia di Grosseto, aspetta ancora due giorni. Ma anche da quella direzione è già arrivata, a livello nazionale, la messa in mora e la diffida nei confronti delle Asl che saranno inadempienti rispetto a quanto stabilito dal decreto e rispetto a quanto richiesto dalla categoria che è in prima linea con i medici a combattere una guerra impari contro il virus. Una guerra che potrà essere vinta soltanto se dotati delle giuste armi: le mascherine. «L’azienda ci ha detto che nel giro di poco avremo i nuovi dispositivi di protezione - spiega Marco Marocco, rsa del Nursing Up Grosseto - Noi abbiamo deciso di concedergli altri due giorni di tempo, poi anche noi ci rivolgeremo alla Procura. Ne va della nostra salute e anche di quella dei pazienti, non si può creare una bolla di virus proprio dentro l’ospedale».
Da giorni, infatti, il sindacato autonomo degli infermieri che a Grosseto è rappresentato da Valentina Galesi riceve segnalazioni sulla contrazione di forniture di dispositivi idonei alla protezione da Covid-19 per il personale sanitario, fino ad arrivare all’ultima fornitura di maschere non idonee, non indicate per l’ambiente ospedaliero, in grado unicamente di schermare dai batteri e non da virus. «La mancata adeguata protezione del personale sanitario si traduce – si legge nell’esposto – oltre che in una inaccettabile offesa alla dignità degli infermieri e degli Oss impegnati in prima linea a tutela della salute pubblica, anche ad un notevole aumento del rischio clinico per gli operatori che si trovano a lottare quotidianamente».
I sindacati chiedono che il personale sanitario venga subito dotato di idonei dispositivi di protezione «per come individuati dalla normativa di settore e dalle linee guida dell’Oms», scrive il Nursind che, in assenza di adeguamenti immediati, annuncia di voler adire «le competenti sedi giudiziarie per il perseguimento dei reati di colposa diffusione dell’epidemia e, ove necessario, tentate lesioni e/o omicidio colposo». In mancanza di riscontro da parte dell’Asl Toscana Sud Est, il Nursind si rivolgerà anche «alle competenti autorità giudiziarie civili per la tutela dei diritti del personale sanitario anche in via urgente e l’ispettorato del lavoro per l’emissione dei dovuti provvedimenti. Inoltre, in difetto di risposta immediata alle nostre richieste, NurSind proclamerà lo stato di agitazione del personale infermieristico dell’Azienda Sanitaria Toscana Sudest; Azienda Ospedaliero Universitaria Senese».
I dispositivi di protezione scarseggiano, ma c’è anche un’altra questione che sta preoccupando tantissimo il Nursing Up: la questione dei congedi per il personale previsto dal decreto. «Sono tanti i colleghi che ci stanno chiamando per chiederci come fare ad aderire - spiega ancora Marocco - Il decreto prevede che il personale possa chiedere un’aspettativa di 15 giorni per congedo parentale o per assistenza sulla base della legge 104: dobbiamo sapere come si regolerà l’azienda, perché se il personale vorrà approfittare di questo, saranno problemi seri per tutti. L’ospedale, oltre che senza presidi, rischia di restare anche senza personale».
Gli infermieri, come i medici e l’altro personale sanitario, sono quelli che meglio di chiunque altro conoscono e sanno cosa sia importante per svolgere in sicurezza il proprio lavoro. «Il meccanismo che si rischia di creare è folle - dice ancora il rappresentante dei lavoratori del Nursing Up - perché ora che i sanitari verranno sottoposti a tampone, nel caso di positivi asintomatici, le dotazioni di protezione devono averle tutti: altrimenti l’ospedale rischia di diventare l’epicentro del virus e i contagi rischiano di moltiplicarsi». —
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