Assunti per pulire i bagni chimici degli ospedali: denunciano lei
La coppia poteva spostarsi tra Castel del Piano e Pitigliano. Si sono fermati a pranzo ma la donna non poteva stare lì
GROSSETO. Quella di Marco e Ivana è una storia di altruismo e voglia di mettersi in gioco. Una storia che commuove e che, allo stesso tempo, strappa un sorriso in un momento tanto difficile. Una storia che, però, ha un risvolto imprevisto, una dissonanza, qualcosa di inaspettato che mostra quanto sia nuova e diversa la realtà che stiamo vivendo nelle ultime settimane. Marco e Ivana stanno svolgendo un lavoro particolare, iniziato come volontariato e diventato oggi un impegno giornaliero: un’attività che li porta in giro per gli ospedali a pulire i bagni chimici, un lavoro che nessuno voleva fare e che loro hanno scelto proprio per questo motivo.
Ieri, però, in pausa tra un servizio e l’altro a cavallo tra due Comuni, la coppia, che sta insieme da anni, si è fermata nella nuova casa di lui, un appartamento dove lei, però, ancora non ha preso domicilio. Una casa che si trova fuori dall’itinerario lavorativo previsto. Ed è lì che ieri i due hanno ricevuto un controllo da parte dei carabinieri i quali, trovando Ivana in una casa dove non avrebbe dovuto essere, hanno redatto un verbale. Spostarsi da un comune a un altro senza che ciò sia giustificato da comprovate esigenze lavorative o da motivi validi è oggi un reato, un’inosservanza di un provvedimento dell’autorità. Ed è questo che è stato contestato ad Ivana, che ieri ha pranzato insieme al compagno prima di attaccare di nuovo con il turno di lavoro. Lei in quella casa non avrebbe dovuto esserci.
Una leggerezza costata cara alla trentunenne: l’articolo 650 del codice penale prevede una contravvenzione punita con la pena dell’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro.
Ma la storia di Marco e Ivana, lui 51 anni e lei 31, merita di essere raccontata dall’inizio, da quando lui, preso dalla voglia «di fare qualcosa per arginare il virus», come racconta, si è ritrovato con una sistola in mano a pulire i bagni chimici degli ospedali in giro per la provincia di Grosseto. Nella foto, con mantella, stivali, guanti e maschera c’è Marco, vestito con gli abiti del suo nuovo lavoro. Una foto che mostra un sorriso a trentadue denti, quello di una persona incredibilmente felice.
Marco pulisce i bagni ma lo fa con un entusiasmo raro. «Volevo fare qualcosa per aiutare – racconta lui stesso in un post pubblicato su Facebook – ho chiesto in giro cosa potessi fare e mi hanno chiesto di portare e pulire i bagni chimici nei presidi degli ospedali dove vengono fatti i tamponi. Nessuno per paura lo voleva fare e io ho accettato. Sono due settimane che giro per gli ospedali. Le strade sono vuote ma il mio cuore è pieno di felicità: mi sento partecipe».
All’insolita storia di Marco si aggiunge poi anche quella di Ivana, la sua compagna, che in seguito all’emergenza sanitaria si è ritrovata da un giorno all’altro senza lavoro. Ivana lavorava a Follonica ed è nel comune del Golfo dove viveva insieme a Marco fino a poco tempo fa. La mancanza del lavoro e la voglia di mettersi alla prova l’ha però spinta a dedicarsi alla stessa attività intrapresa da Marco da qualche settimana. «Io non riuscivo a soddisfare tutte le esigenze lavorative per i bagni – spiega Marco – e allora, visto che avevano bisogno di operai e nessuno accettava, Ivana si è proposta ed è stata assunta».
Ai due è stato fatto un contratto lavorativo a chiamata, così da avere regolare permesso per gli spostamenti. Martedì la prima uscita: «Avevamo la dichiarazione redatta dal titolare della ditta per fare la pulizia dei bagni a Castel Del Piano e a Pitigliano», spiega Marco. I due, tra una pulizia e un’altra, hanno però pensato di tornare a pranzo a casa, a Castell’Azzara, un paese a metà strada tra i due luoghi di lavoro.
Il problema, tutto burocratico, è legato ai luoghi di residenza: lui è residente a Castell’Azzara, lei, invece, a Follonica, dove ha lavorato fino a poco tempo fa.
I carabinieri che hanno effettuato il controllo a Castell’Azzara, durante la pausa pranzo dei due, hanno quindi riscontrato che lei si trovava in un paese fuori dall’itinerario previsto dal lavoro e fuori dal Comune di residenza.
La segnalazione è partita di conseguenza, proprio perché lei in quell’appartamento non avrebbe dovuto stare. Un risvolto inatteso per una vicenda umana tanto particolare.
Un episodio che ha spiazzato la coppia e che ha smorzato, inevitabilmente, il sorriso ottimista di Marco: «Noi ci abbiamo messo tutta la buona volontà per fare cose che, tra l’altro, nessuno voleva fare – dice lui – e adesso quello che è successo ci ha veramente affranto».
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