Il Tirreno

Grosseto

Il professore non abita qua Forse non ricorda com’è la via

Lettera firmata

Una abitante della zona denuncia i pericoli per chi transita E invita a posizionare le piante «dove gli esperti consigliano di farlo» 

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la lettera

Magari il parere di un cittadino qualunque costituisce un interesse relativo, ma consentitemi di muovere un appunto all’Esimio Professore di chirurgia dell’Università Illinois Chicago Dott. Piero Giulianotti e fargli notare che...

«L’umanità è vicina al baratro, necessita di medici impegnati in prima linea, e la Sua ossessione è impedire di tagliare pericolosissimi pini. Complimenti...».

Prima delle necessarie e prudenziali limitazioni previste dalle vigenti disposizioni in materia di pandemia da SARS-CoV-2, percorrevo quotidianamente via Mascagni, sia a piedi che in auto.

Solo frequentandola se ne comprende la pericolosità per auto, pedoni e, particolarmente, giovani in motorino o bicicletta che vanno e vengono dalla Cittadella dello Studente.

Morti e feriti ve ne sono già stati.

Naturalmente, come sempre, vi sarà chi pensa che il contrario sia meglio del dritto; che esistano soluzioni alternative traverse che, anche se non sono ottimali, possano salvare capra e cavoli e, soprattutto, quello che preme loro.

Quando poi a stare a cuore è il Bene Collettivo, allora... tutti in piedi a cantare a squarciagola l’Inno di Mameli al balcone o al davanzale, perché uniti ce la faremo, anche se quelli dei piani sottostanti respirano l’aerosol salivare di quelli dei piani superiori e allora addio prudenza. Già, quelli dei “superiori”.

No, Professore, Lei non sa, perché non può sapere. Forse glielo hanno raccontato, forse rammenta qualcosa. Forse il mito del verde a volte è inopportuno come può divenirlo l’amato Inno di Mameli. Togliere una pianta e seminarne dieci non compensa subito della perdita, ma può evitare altri tipi di perdite, che potrebbero esservi da un momento all’altro.

Mi permetta inoltre di citare l’antico aforisma cinese per il quale “Fa più rumore un albero che cade che un’intera foresta che cresce”. Chi non vuole l’abbattimento di quei pini è una, pur rispettabile, minoranza. Molte più persone attendono, in silenzio, che siano ridotti i pericoli di via Mascagni, e non è detto che contro quei lecci, le cui radici saranno comunque meno invasive, cadendo di motorino non si possa comunque battere la testa.

Come Lei ben dice, questo pianeta lo stiamo uccidendo con la nostra stupida arroganza e cecità, appunto. Impariamo insomma dagli errori del passato: posizioniamo il verde, tanto verde, dove esperti in materia possono consigliarci di farlo e con criteri, tipologie e modalità idonee a migliorare la vita di tutte le specie viventi.

Il problema, ne convenga con me, non sono quei pini, il loro mantenimento o il loro taglio; guardiamo la luna, non il dito.

Con stima e rispetto

Un cittadino qualunque, che abita a Grosseto, a dieci metri dalla carreggiata di Via Mascagni, e non a Chicago

Lettera firmata



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