La protesta
Chi abita lungo il viale è due volte prigioniero Ripensateci: questo è il tempo dell’umanità
L’appello: «Non sappiamo se alzare polvere possa esser pericoloso per diffondere il virus»
la lettera
Carissimi cittadini, caro sindaco, mi chiedo e vi chiedo al di là delle ragioni, dei ricorsi, delle polemiche sulla necessità di tagliare i pini di via Mascagni – cosa che personalmente e a mio parere andrebbe evitata per salvaguardare e privilegiare il verde, la natura, il benessere dei cittadini e la vita – come sia possibile in questi giorni martoriati, sofferti, in cui viviamo isolati nelle nostre case con il timore di essere contagiati, col suono della morte che ci viene da lontano, in un periodo così buio e triste, che si possa pensare di attivare un cantiere e di procedere al taglio di 52 pini di grandi dimensioni. Tutto questo comporta e comporterà disagi gravi e ulteriori per tutti i cittadini e soprattutto per chi abita in via Mascagni come la sottoscritta, provocando difficoltà per la sicurezza e la salute degli stessi.
Pensiamo alla necessità per il transito delle ambulanze e dei mezzi di soccorso che debbano raggiungere gli abitanti di tale via o le circostanze limitrofe. Pensiamo alle non poche persone che soffrono di problemi respiratori che, a causa delle inevitabile grande polvere e allergeni che si innalzeranno dal taglio dei pini e dai lavori, si aggraveranno nelle loro patologie.
Come si può, in tale situazioni di emergenza e di sofferenza, ignorare le esigenze degli abitanti di via Mascagni, che si troveranno due volte prigionieri nelle loro case non potendo nemmeno uscire sui terrazzi a godere di un po’ di sole e di aria, come si può non pensare che i problemi respiratori di molti possono essere aggravati con l’innalzamento di polveri ed allergeni, causati dal taglio di alberi di grosse dimensioni, cosa che potrebbe comportare rischi sanitari notevoli nella malaugurata ipotesi in cui alcuni di questi cittadini siano o si trovino ad essere colpiti da questo virus subdolo e pernicioso. Inoltre non sappiamo se alzare polveri possa essere pericoloso anche per la diffusione di un virus che ancora conosciamo così poco. E, infine, anche un pensiero per coloro che dovranno lavorare in tale cantiere esponendosi a pericoli sanitari. Ripensateci, ora è il tempo della solidarietà, dell’umanità, fateci respirare un po’ di aria almeno dai nostri terrazzi, mentre guardiamo mesti quel po’ di vita che scorre sotto i nostri occhi, non ci esponete ad altri pericoli, a polveri, a disagi, aiutateci in questo momento di sofferenza. Grazie. Ad Maiora.
RosaMaria
una cittadina di via Mascagni
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