Il Tirreno

Grosseto

Le macchine da cucire al lavoro anche a Pitigliano

Ivana Agostini

Linda, Miria, Nelide, Amalia e Maddalena sono le sarte che hanno raccolto l’idea del sindaco Gentili che ha reperito il tessuto non tessuto

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pitigliano. Anche le sarte di Pitigliano si mobilitano per creare mascherine da destinare ai volontari e a coloro che svolgono lavori a rischio o sono a contatto con altre persone. Linda, Miriam, Nelide, Amalia e Maddalena da alcuni giorni sono al lavoro per realizzare delle mascherine con il tessuto con tessuto.

L’idea è balenata nella testa nel sindaco Giovanni Gentili quando ha visto che era possibile realizzare delle mascherine per cercare di limitare le situazioni di contagio. Le mascherine sono presto finite anche a Pitigliano e il sindaco ha deciso di agire in qualche maniera. «Nemmeno le associazioni di volontariato riuscivano a reperire le mascherine – dice Gentili – così come le forze dell’ordine che le avevano contingentate. Vedendo che era possibile realizzarle col tessuto non tessuto mi è venuto in mente di provare a produrle. Avevo delle mascherine e le ho portate a mia nonna per farle vedere il modello. Ho reperito poi il tessuto non tessuto da un’azienda di Pitigliano che vende prodotti per l’agricoltura, gli elastici ed abbiamo iniziato a provare».

Il primo cittadino ha poi atteso anche il parere della Asl: «La cosa doveva essere fatta bene. Non appena la Asl mi ha detto che il tessuto non tessuto poteva avere una funzione simile a quelle chirurgiche. Siamo consapevoli che non sono come quelle col filtro ma in mancanza di quelle dobbiamo fare di necessità virtù». È così che il sindaco ha contattato cinque sarte di Pitigliano che hanno iniziato a produrre le mascherine. «La cosa è andata bene – aggiunge il sindaco – Le mascherine che stiamo facendo le stiamo distribuendo ai volontari, a chi lavora nelle Rsa ed ad altre categorie di persone. Certo, la produzione è limitata dato che sono realizzate a mano dalle sarte». Le persone hanno poi capito che le mascherine che stiamo distribuendo non potevano essere molte. «Quello che mi ha fatto piacere – conclude Gentili – è che altre donne si siano aggiunte per dare la loro disponibilità a confezionare le mascherine. Ringrazio tutte le sarte che non si sono tirate indietro e che da subito si sono messe al lavoro per dare una mano». — Ivana Agostini

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