Coronavirus, sette nuovi casi ma è caos sui dati. Primari positivi: giallo sui reparti
Grosseto: l’Asl comunica 41 contagiati ma da Castiglione il sindaco segnala un errore che potrebbe non essere l’unico
GROSSETO. Sale il numero dei contagiati da Covid-19 in provincia di Grosseto. Ma i numeri sono incerti e, per decisione della direzione generale dell’Asl sud est, diversamente da quanto avviene nelle altre aziende sanitarie della Toscana, dalla serata di ieri (quindi dalla seconda comunicazione quotidiana dell’Asl) non è più possibile sapere in quale zona o paese della provincia si registrano i nuovi casi.
I numeri
Sette le persone che hanno avuto responso positivo al tampone: nella comunicazione del mattino l’Asl indica quattro uomini, uno di 65 anni di Follonica e tre di 48, 49 e 51 anni di Grosseto. I positivi al virus comunicati nel pomeriggio, e dei quali dunque non si conosce il comune di appartenenza, sono tre: due uomini di 79 e 68 anni e una donna di 68. I pazienti sono tutti in sorveglianza attiva domiciliare.
Con questi sette casi salgono a 41 le persone contagiate che si trovano in provincia di Grosseto, delle quali quattro ricoverate e le altre in sorveglianza domiciliare. Dei ricoverati, due sono in attesa di ricevere il farmaco Tocilizumab, che si è rivelato efficace nel trattamento di pazienti gravi affetti da coronavirus.
Caos cifre
Rispetto al numero di persone contagiate venerdì, il sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani ha reso noto ieri mattina che la comunicazione del secondo caso nel suo comune è rientrata. Il caso segnalato venerdì, di una 32enne, si sovrappone infatti a quello già segnalato (sempre di una donna di 32 anni) nei giorni scorsi. Quindi nel territorio comunale di Castiglione c’è soltanto un caso di contagio.
«Il problema della comunicazione Asl – spiega Farnetani – è dovuto al fatto che da venerdì anche gli ospedali di Grosseto e Arezzo controllano i tamponi; prima era solo l’ospedale di Siena. Vi chiedo scusa, anche per conto di Asl, per l’errore».
Il doppione castiglionese apre un interrogativo importante sulle reali cifre dei contagiati in provincia di Grosseto. Nella lista divulgata dall’Asl risultano altre tre persone dello stesso sesso e della stessa età. Si tratta di persone diverse o di doppioni? Una risposta chiara sarebbe indispensabile, anche perché ieri, rispetto al giorno prima, gli infettati in un giorno risultavano raddoppiati (da 7 a 15). Un dato preoccupante, ma che potrebbe essere ridimensionato. Nonostante le sollecitazioni del Tirreno e delle altre testate all’Asl, l’azienda sanitaria non ha fornito un risposta su eventuali altri casi doppioni.
In serata, tuttavia, l’Asl ha comunicato che «un team sta riallineando tutti i numeri dei tamponi effettuati ad Arezzo, Siena e Grosseto». E ha annunciato che oggi questi dati, più puntuali, saranno resi pubblici.
Niente “mappa”
Sarà comunque impossibile ricostruire la mappa dei contagi e perciò capire come il virus si muove e fornire ai cittadini un quadro esaustivo e tutte le informazioni necessarie sulle dimensioni del problema. Questioni di privacy, dice il direttore generale Antonio D’Urso: «Soprattutto – spiega – per i cittadini che risiedono nei piccoli comuni. Registriamo infatti fenomeni di intolleranza che sono stati segnalati a me dai sindaci».
Giallo sui medici
C’è poi il capitolo che riguarda i quattro medici dell’ospedale Misericordia di Grosseto, che sono risultati positivi al tampone. Due di loro, sono primari di reparto e fino a pochi giorni fa sono rimasti al lavoro. Lapalissiana la risposta che la nostra redazione ha ricevuto ieri, quando è stato chiesto al direttore generale se e quale percorso era stato seguito nei reparti dove lavorano i quattro medici: «Se c’è un caso sospetto tra il personale sanitario, la prevenzione effettua l’indagine epidemiologica e sottopone il contatto al tampone. Se è positivo, il sanitario rimane a casa mentre se è negativo può lavorare tranquillamente». Risposta che è stata ribadita di nuovo ieri pomeriggio, quando è stato chiesto conto di cosa stia accadendo nei reparti ospedalieri guidati dai due primari e dove lavorano gli altri medici. «I sanitari positivi, vengono trattati attraverso il medico competente secondo le procedure – spiega l’Asl – Gli ambienti, se vi sono stati positivi vengono sanificati. Tutti gli operatori sono forniti di dpi che la Protezione civile distribuisce secondo necessità. Non tutti i sanitari, come qualcuno potrebbe pensare, vengono sospesi e, comunque, l’ospedale continua a funzionare bene anche se con grande pressione organizzativa».
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