Sicurezza
Poche mascherine per medici di base Le ricette arrivano via sms e per mail
Molti dottori di famiglia si organizzano per ridurre i rischi con “triage telefonici” e prescrizioni consegnate a distanza
GROSSETO. Poche mascherine, pochi guanti. I medici di base, in prima linea per aiutare i pazienti a gestire l’emergenza coronavirus, sono in prima linea ma lavorano tra mille difficoltà. Anche per loro mascherine e altri “presìdi” sono scarsi e razionati; in questi giorni ne sono arrivati in quantità insufficiente e ne aspettano altre. Essendo sempre all’ordine del giorno il rischio del contagio, molti si “riorganizzano” per ridurre al minimo i contatti, se non strettamente indispensabili. Per esempio nella compilazione delle ricette. C’è chi le spedisce per mail e chi le infila in un contenitore all’ingresso dell’ambulatorio. Oppure (novità) all’Argentario arrivano ricette via sms. Il servizio parte domani e sarà utilizzato nei giorni successivi in tutta la Toscana, per la prescrizione delle medicine dei soggetti che già in precedenza utilizzavano farmaci che avevano bisogno della ricetta medica per essere acquistati in farmacia. Un progetto di cui il promontorio farà da apripista e che, a causa del coronavirus, è stato accelerato dopo che era fermo da alcuni anni. Da domani «partiamo con la ricetta elettronica con sms – spiega un medico di famiglia dell’Argentario - I pazienti che già prendono determinati farmaci non devono venire in studio: dopo la richiesta ricevono un sms con un codice e, con la tessera sanitaria, vanno in farmacia e ritirano il medicinale. Siamo tra i primi a effettuare questo servizio in fase di test e nell’arco di 3-4 giorni partirà in tutta la Toscana». Sarà la Regione a inviare direttamente gli sms ai cittadini con il codice Nre. Il servizio parte anche con il beneplacito dei farmacisti, «che dovranno trascrivere a mano i codici e, vista la situazione, dobbiamo dare loro il giusto merito». Quali i passaggi da fare? «Il paziente chiede al medico i farmaci per telefono o mail – prosegue - Il medico invece di stampare il promemoria invia un sms sul cellulare del paziente, che poi si reca in farmacia con la tessera sanitaria. Il farmacista spara il codice fiscale dal barcode, digita il codice (Nre) presente nel messaggio e dà la medicina, snellendo il passaggio di recarsi in ambulatorio per farsi fare le ricette. Si parla di farmaci per chi fa terapie croniche e per chi comunque ha già sostenuto le visite necessarie per la prescrizione».
In tutta la provincia i medici di base provano a organizzarsi. A Castel del Piano Marco Farmeschi è un medico che finora ha sempre privilegiato il rapporto “di famiglia” coi suoi assistiti. Adesso pur lasciando aperto l’ambulatorio è stato costretto a “svuotarlo” con vari accorgimenti. Chi ha bisogno del medico deve fare una sorta di triage telefonico. «Si telefona senza venire in studio. Con la telefonata valuto la situazione e se è possibile stabilisco la cura senza visita al paziente. Se invece ritengo ci sia bisogno di visitarlo sono io che vado a casa sua e decido il da farsi. Ma posso anche dare un appuntamento nel mio ambulatorio avendo cura di non far incontrare le persone fra di loro. In questa maniera lavoriamo quasi esclusivamente per telefono, ma il sistema funziona e le persone hanno compreso come muoversi, anzi come non muoversi». Per le ricette è scattata una “consegna fai da te”. «Il paziente mi telefona o mi manda via whatsapp un messaggio, io scrivo la ricetta, la chiudo in una busta e la lascio in un contenitore all’ingresso dell’ambulatorio, col suo nome». Anche a Grosseto stessa penuria di mascherina e stesse riorganizzazioni.
«Mi sono arrivate – spiega il dottor Guido Marini – 10 mascherine», oltre a quantità razionate anche di occhiali e guanti. «Cerco di fare più che altro consulenza telefonica e mandare le ricette a casa via mail per ridurre al minimo i contatti».
«In ambulatorio facciamo entrare un paziente alla volta», spiega la dottoressa Carolina Russo che spiega di puntare anche lei su un preventivo “triage telefonico”. Un messaggio ai cittadini? «Di attenersi alle regole prima di tutto: noi abbiamo il telefono sempre acceso dalle 8 alle 20 anche nel fine settimana, loro possono giustamente chiamarci e noi cerchiamo di risolvere». —
Andrea Capitani
Fiora Bonelli
Elisabetta Giorgi
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