Sicurezza
Interrogatori via Skype fra Tribunale e carcere
grosseto. Quella di domani sarà una “prima volta” per il Tribunale di Grosseto: la prima volta di un interrogatorio a distanza, che verrà effettuato grazie alla tecnologia. Un’opportunità resa in qualche modo necessaria dall’emergenza coronavirus, che anche per gli operatori della giustizia impone l’adozione di cautele a tutela della salute.
Sarà Skype - conosciuta applicazione per le comunicazioni - a mettere in collegamento il Tribunale con il carcere, per gli interrogatori programmati nella mattinata. Le due udienze di convalida vedranno ciascuna attive due postazioni: una al palazzo di giustizia, davanti alla quale siederanno il giudice (domani sarà la volta di Marco Mezzaluna) e l’assistente; una al carcere di Grosseto, nella medesima saletta abitualmente utilizzata per queste incombenze (tra l’altro di ridotte dimensioni - i contatti ravvicinati si rivelerebbero quindi inevitabili), dove l’indagato sarà portato alla presenza di un agente della polizia penitenziaria. Il difensore potrà scegliere di presenziare di fronte a una o all’altra delle due postazioni.
Una volta che si aprirà il collegamento, all’indagato saranno formulate le consuete domande sulle generalità, poi gli verrà chiesto se intenderà rispondere o no. In caso affermativo, la registrazione procederà con l’acquisizione delle dichiarazioni. Il tutto, cioè il verbale dell’udienza, entrerà poi a far parte del fascicolo delle indagini.
Il ministero della Giustizia, ma in generale il Governo, si è imposto l’obiettivo di ridurre al massimo gli spostamenti, come anche la presenza del personale in ufficio: l’interrogatorio via Skype risponde a questa necessità. —
P.S.
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