Gioco
«In corsia senza protezioni» Insorgono medici e infermieri
Anaao e Nursing Up chiedono che il personale ospedaliero venga dotato dei dispositivi adeguati: «Siamo in prima linea ma dovete garantirci»
Le mascherine Ffp2 e Ffp3 scarseggiano, soprattutto tra medici e infermieri, tra coloro che ogni giorno, in ospedale, ingaggiano una battaglia impari contro il contagio. A far suonare il campanello d’allarme sono stati, giorno dopo giorno, i medici e gli infermieri che lavorano in una situazione di continua emergenza che gli espone, minuto dopo minuto, al rischio del contagio. Ieri, l’Anaao, l’associazione dei medici dirigenti, ha scritto una lettera aperta al presidente Conte e al ministro della salute Speranza proprio per segnalare il problema.
Oltre al dissenso assoluto nei confronti dell’articolo 7 del Decreto del 9 marzo che dispone che i sanitari esposti a pazienti Covid-19 non siano più posti in quarantena ma continuino a lavorare anche se infetti: la sospensione dal lavoro scatta solo se sintomatici o positivi.
È un mix pericolosissimo, questo, se messo insieme alla mancanza di adeguate protezioni. Richieste, a gran voce, anche dal Nursing Up, il sindacato degli infermieri, che ieri ha inviato un accorato appello all’azienda. «Chiediamo che vengano garantiti a tutti gli operatori sanitari, esposti al rischio anche solo potenziale di contagio - scrive il Nursing Up - i necessari dispositivi di protezione individuale, in numero sufficiente, ed adeguati in relazione alle specifiche attività e procedure da erogare agli utenti (FFP2 o FFP3). Nessuno deve rischiare di essere contagiato e diventare successivamente veicolo di trasmissione per i pazienti, gli altri colleghi, e non ultima la propria famiglia e i propri cari, solo perché non sono state adottate le previste e idonee misure di sicurezza».
Un appello che nasce dalla carenza, segnalata all’azienda a più riprese, di quei dispositivi da parte di medici e infermieri che lavorano al Misericordia. Le mascherine FFP2 e FFP3 sono quelle filtranti, che evitano il passaggio del virus: queste dovrebbero essere indossate da tutti i pazienti che arrivano in ospedale con sintomi sospetti e dal personale sanitario che deve prenderli in carico: medici, infermieri, tecnici, oss. Molti di loro, infatti, sono costretti ad arrangiarsi con le mascherine chirurgiche che però non hanno la stessa efficacia. «Ricordiamo però che qualora non dovessero essere garantite tutte le corrette procedure e le idonee misure di protezione individuale – conclude Nursing up - gli operatori sanitari si troveranno costretti a non poter erogare assistenza a coloro che arrivano negli ospedali con sospetta malattia infettiva, e tutto ciò al fine di non essere poi essi stessi contagiati e successivamente veicolo di trasmissione ai danni di tutta la comunità. Metteteci in condizione di essere d’aiuto, perché se possiamo assistere gli altri nel modo corretto #andràtuttobene». —Francesca Gori
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