Sicurezza
«Poste ha chiuso gli uffici dove non c’è protezione»
Failp, Confsal e Ugl replicano ai sindaci: «Personale ridotto per contenere i contagi Arrivano persone che chiedono servizi non urgenti, utilizzate gli apparecchi Atm»
grosseto. «Il personale degli uffici postali della nostra provincia si trova ogni giorno ad operare in piena emergenza, spesso in situazioni molto precarie per la mancanza di presidi di protezione personale atti a fronteggiare la diffusione del Covid-19».
Questo il grido d’allarme lanciato da parte di alcune sigle sindacali di categoria. I segretari regionali di Failp-Cisal, Confsal-Comunicazioni, e Ugl-comunicazioni denunciano la situazione in cui sono costretti ad operare i dipendenti postali, e al tempo stesso lanciano un appello al fine di contenere il diffondersi del virus. «Le stringenti regole dettate per il contenimento della diffusione del Covid-19, - dicono Ferraro (Failp), Peluso (Confsal) e Nardi (Ugl) – non sembrano che riescano a fermare il massiccio afflusso di clienti che si recano giornalmente nei vari uffici postali del nostro territorio».
Il personale che viene applicato a servizio del pubblico all’interno degli uffici - proseguono – è stato ridotto dall’azienda, come previsto dal decreto del Governo, proprio al fine di contenere il più possibile il contatto tra persone, e quindi anche la diffusione dell’infezione. Purtroppo, constatiamo che ancor oggi molte persone si recano negli uffici postali per richiedere servizi o per fare operazioni che non rivesto carattere d’urgenza, e che quindi potrebbero essere benissimo differite nel tempo».
C’è insomma il rischio che il contagio si propaghi anche tra i lavoratori di Poste italiane. «Ritengo inaccettabile, - dice personalmente Luigi Ferraro, segretario regionale Failp – quanto letto in questi giorni, circa la strumentalizzazione politica da parte di alcuni sindaci, sulla chiusura di alcuni uffici postali. Le chiusure, se ci sono state, hanno riguardato quegli uffici lay-out, cioè aperti, dove non c’è nessuna protezione o filtro tra cliente e dipendete postale, al fine di prevenire il rischio di un eventuale propagarsi di contagio». Dunque l’appello a non recarsi in Posta se non per pratiche urgenti e il suggerimento di utilizzare, invece che il denaro contante, i mezzi di pagamento digitali: «Gli sportelli Atm automatici della nostra rete sono in grado di erogare denaro contante 24 ore su 24. Per informazioni o chiarimenti sono attivi i call-center».
Ma la polemica non si attenua. Pasquale Quitadamo, consigliere comunale di Scansano, segnala la chiusura dell’ufficio postale di Baccinello, località in cui risiede: «È davvero inconcepibile che chi gestisce un servizio pubblico si faccia beffe delle necessità della popolazione. Non si può obbligare le persone (anziane e non) a fare 30km per andare ad affollare l’ufficio postale di Scansano, non si può impedire alle persone di prelevare i loro risparmi in un momento di difficoltà, non si può dilazionare il ritiro delle raccomandate a “quando riapriremo”: e se nel frattempo scadono i termini di pagamento di una multa?». —
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