Lutto
Si “nascondono” in casa, coppia positiva al Giglio
Marito e moglie sono arrivati da Piacenza quando ancora non vigeva il divieto Pochissimi i contatti con gli abitanti dell’isola, l’uomo ha ancora la febbre
Sull’isola hanno una casa di proprietà, da tempo. E prima che tutta Italia fosse dichiarata zona arancione, quando ancora si poteva circolare liberamente, una coppia di pensionati ha pensato di lasciare Piacenza e sbarcare al Giglio. Certi, sicuramente, di poter passare qualche giorno tranquillo, lontani dalla città e dalla folla. Ma la loro mini vacanza si è trasformata in un vero e proprio dramma: ieri mattina è infatti arrivato il risultato del tampone al quale sono stati sottoposti e il risultato è positivo. Sono due dei venti casi di persone che hanno contratto il virus Covid-19. L’uomo, un ex vigile del fuoco in pensione, ha avuto la febbre ma ora è in via di guarigione, la donna, anche lei contagiata, non ha invece avuto alcun sintomo. Tra qualche giorno, probabilmente, torneranno a casa, anche perché sull’isola valgono le stesse prescrizioni in vigore in ogni parte d’Italia: da casa non si può uscire, se non per motivi urgenti. Quindi, tanto vale, restare in città.
Tutto è cominciato lo scorso 5 marzo, quando la coppia che sull’isola ha una casa di proprietà ha deciso di lasciare Pacenza e rifugiarsi sull’isola. Ligi alle raccomandazioni già in vigore, ovvero uscire da casa il meno possibile e soprattutto evitare di stare a contatto con gli altri e mantenere le distanze, i coniugi emiliani si erano rifugiati nella loro casa delle vacanze dove sono soliti trascorrere lunghi periodi anche in inverno. Ma qualcuno li aveva visti e soprattutto aveva visto che la loro casa era aperta e le voci hanno cominciato a diventare sempre più insistenti. Erano arrivati da una città, Piacenza, che si trova in una regione già allora da bollino rosso e sull’isola la preoccupazione è aumentata tanto che la notizia della loro presenza è arrivata anche ai carabinieri della stazione. Fino all’entrata in vigore del decreto che dichiara zona arancione anche il Giglio però, nessuno poteva intervenire.
Poi però, al sessantacinquenne è salita la febbre ed è venuta la tosse e la coppia ha dovuto comunicare all’Asl la propria presenza. I due coniugi sono stati visitati e sono stati sottoposti al tampone: entrambi sono risultati positivi al coronavirus. Il risultato ufficiale è arrivato soltanto ieri mattina ma da qualche giorno sull’isola, i toni di qualcuno, soprattutto su Facebook, si sono alzati. C’è ad esempio chi ha scritto: «Bruciateli vivi», probabilmente senza rendersi conto che un commento del genere, di incitamento all’odio, gli potrebbe anche costare caro. «Il percorso fatto dalla coppia - dice il sindaco Sergio Ortelli - è stato molto disciplinato. In tanti mi hanno detto che io avrei dovuto bloccare gli arrivi senza però rendersi conto che quando siamo in uno stato di emergenza, tutte le decisioni vengono avocate dal Governo. Noi sindaci non possiamo fare nulla». Ortelli di emergenze se ne intende e dall’isola al di là dello specchio di mare che la divide dalla terraferma, smorza i toni. Anche ieri ha convocato il Centro operativo comunale per decidere le azioni che possono essere messe in atto in questi giorni. Un’ipotesi è quella di diminuire le corse dei traghetti, che ad oggi sono quattro. «Tre però devono essere mantenute - spiega - Ci sono persone che vanno a Grosseto per sottoporsi a chemioterapia: non posso farli partire alle sei del mattino e rientrare la sera, non sarebbe una decisione giusta». —
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