Il Tirreno

Grosseto

in tribunale 

Ricatto a luci rosse «Ho il video, paga»

Francesca Gori
Ricatto a luci rosse «Ho il video, paga»

Donna si riprende in atti di autoerotismo e invia le immagini  a un collega di lavoro che la minaccia: denuncia e processo

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Lo ha fatto mettere anche a verbale, quando è andata a sporgere la denuncia dai carabinieri: «Aiutatemi, perché le mie paure e il mio stato di depressione potrebbero farmi fare gesti estremi». Parole che arrivano come un pugno allo stomaco, pronunciate da una donna di 45 anni che per mesi è stata costretta a subire i ricatti e le angherie di un suo collega di lavoro, con il quale aveva cominciato, dopo un inizio burrascoso, ad avere un rapporto sentimentale.

Una complicità che per la donna era diventata naturale, tanto da inviare al quarantenne che abita sull’Amiata, un video hot, dove praticava atti di autoerotismo. Quel video, però, non era finito in buone mani. Il quarantenne difeso dall’avvocato Riccardo Lottini, che era stato citato a giudizio per stalking ed estorsione dal giudice delle indagini preliminari Marco Mezzaluna, ora è a processo.

L’uomo infatti, non soltanto avrebbe minacciato la donna di diffondere quelle immagini hot che lei aveva registrato, ma le avrebbe chiesto 5mila euro per distruggere quel filmato che comunque aveva già fatto vedere ad alcuni colleghi di lavoro e probabilmente, lo aveva anche inviato ad alcune chat.

La donna, lo scorso marzo si è presentata nella caserma dei carabinieri e ha raccontato l’incubo nel quale era piombata: dopo un inizio di rapporto lavorativo burrascoso, fatto di alti e bassi e di liti continue all’interno dell’azienda, dopo un po’ di tempo il clima si era disteso e alla fine del 2017, credendo la donna che il suo collega provasse per lei anche un interesse personale, decise di inviargli quel video. Un gesto fatto senza pensare minimamente che le conseguenze, per lei, sarebbero state pesanti. L’uomo, secondo quanto raccontato dalla quarantacinquenne ai carabinieri, avrebbe cominciato a insistere per avere dei rapporti sessuali con lei. «Se vieni a letto con me ti faccio cancellare il video che mi hai mandato»: richiesta, questa, diventata sempre più pressante. Fatta anche sul posto di lavoro, più volte. L’uomo però, non si sarebbe limitato a minacciare la donna, sia a voce che più volte per telefono, ma avrebbe poi fatto vedere quelle immagini ad alcuni colleghi di lavoro dei due, mettendo la quarantacinquenne in gravissimo imbarazzo.

«Non capisci niente, sei stupida: ti schiaccio la testa sotto i piedi», le avrebbe detto l’uomo, offendendola e minacciandola, anche di fronte ad altre persone, passando poi dalle offese alle confidenze intime, raccontandole la sua vita sessuale e dicendole tutto quello che avrebbe fatto con lei a letto, descrivendo nei dettagli le posizioni e gli atti a cui avrebbe voluto dare sfogo. Una situazione insostenibile per la donna, che è assistita dall’avvocato Alessio Scheggi.

L’uomo, dopo la denuncia presentata ai carabinieri, fu anche raggiunto da un ordine di divieto di avvicinamento alla donna, per il quale gli era anche stato impedito di parlarle, sia di persona che per telefono. Ora, la questione sarà risolta di fronte al giudice Gian Marco De Vincenzi. —

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