La manifestazione
Esposto anonimo contro l’Isgrec: «È inagibile»
Sede chiusa dopo un’ispezione, nel pieno delle trattative con il Comune. Il presidente Verzichelli: «Potrebbe essere letale»
GROSSETO. L’Isgrec, l’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea, non ha più una casa. Martedì scorso sul portone del Poderino dell’Agrario in via De’Barberi 61 è stato apposto un cartello: «Attenzione, locale inagibile». E la cosa rischia di essere «letale» per la sopravvivenza dell’Istituto, come ammette il presidente dell’Istituto Luca Verzichelli, che ha informato i soci con una mail inviata mercoledì sera.
Il coronavirus non c’entra. Tutto nasce a seguito di un esposto anonimo in Procura, arrivato circa un mese fa nel bel mezzo di trattative in corso con la Provincia di Grosseto e con l’istituto d’istruzione superiore Leopoldo II di Lorena per cercare di risolvere l’annosa questione della sede.
Il Poderino appartiene alla Provincia e l’Isgrec lo usa in comodato. I problemi sono iniziati nel 2016 quando, sotto l’amministrazione Bonifazi, la Provincia, per mancanza di fondi necessari alla manutenzione necessaria a sanare alcune parti per rendere la sede agibile a norma di legge, intimò all’istituto di trovarsi un’altra sede.
Spostare l’Isgrec, però, non è come traslocare una scrivania e due sedie. L’Istituto, fondato nel 1993 – e tra i fondatori c’è anche il Comune di Grosseto – ha una biblioteca che conta migliaia di volumi e archivi tutelati dalla Soprintendenza. E l’istituto non è certo una Spa che può permettersi di comprare o affittare un palazzo. Anzi: i fondi pubblici negli anni si sono sempre più assottigliati.
In attesa di una soluzione, l’Istituto è rimasto al suo posto, nonostante i problemi di agibilità. Problemi, peraltro, comuni a moltissimi edifici di proprietà della Provincia, e non solo nel Grossetano, a partire da molte scuole superiori, e che la stessa Provincia non nasconde di avere ma che non riesce a sanare in toto perché mancano i soldi.
Con un esposto in Procura, però, il discorso è diverso. E scatta la chiusura forzata. Come è successo mercoledì mattina in via De’Barberi 61, dopo un’ispezione della polizia. Lo stop è arrivato mercoledì 11 – l’istituto, fra l’altro, era già chiuso, come ogni biblioteca e luogo pubblico, per le misure di contenimento del virus – dopo una lettera del 5 marzo in cui l’avvocatura della Provincia intimava l’abbandono degli spazi inagibili perché vuole tornare in possesso della sede.
«L’esposto, per quanto ne sappiamo, è molto dettagliato – spiega al Tirreno Verzichelli –. Siamo consapevoli che ci sono delle cose da sanare. Ma non è possibile che Grosseto possa perdere un Istituto come l’Isgrec e la sua biblioteca. Tra l’altro proprio venerdì scorso il presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna ci ha accolti, a me e al direttore Loriano Valentini, per discutere di alcune proposte di riqualificazione del poderino e di soluzione per la sede dell’istituto».
Nel 2018, infatti, si era profilata la possibilità per l’Isgrec di avere la disponibilità dell’attuale Biblioteca e del locale attiguo, nel quale avrebbero dovuto essere trasferiti gli uffici. «La soluzione però – spiega Verzichelli ai soci – non si è mai concretizzata per la mancanza di un servizio igienico nei due locali e per la mancanza delle risorse a disposizione della Provincia di costruirne uno al loro interno». E negli ultimi tempi alcuni eventi, come il riposizionamento di una cancellata di ferro, ha fatto capire che il locale attiguo alla Biblioteca era stato riassegnato all’Isis Leopoldo II di Lorena (ex istituto Agrario).
Gli incontri tra Isgrec, Comune e Isis erano in corso, quando è piombato l’esposto. Che rischia di avere conseguenza irrimediabili. «Rischiamo una lunga fase di chiusura forzata che per Isgrec sarebbe la fine», ammette con amarezza Verzichelli. E l’emergenza coronavirus – pur sollevando preoccupazioni personali più pressanti – rischia di far passare sotto traccia questo momento drammatico dell’istituto.
«Diamo fiducia al presidente della Provincia con cui siamo in costante contatto – conclude il presidente Verzichelli – ma, anche alla luce dello stop, dobbiamo avere la certezza che al ritorno dall’emergenza coronavirus, in poche settimane sia individuata una sede per l’istituto». —
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