Sicurezza
Due test positivi Confartigianato chiude la sede
I dipendenti dell’associazione lavoreranno da casa Lamioni: «Dal Governo aspettiamo sostegno alle imprese»
La comunicazione dell’Asl è arrivata via telefono, come sempre. Uno dopo l’altro, sono stati chiamati tutti i dipendenti di Confartigianato, l’associazione di categoria delle piccole e medie imprese del territorio che ha sede in via Monterosa: due casi positivi, bisogna attivare la quarantena per tutti coloro che, negli ultimi 14 giorni, hanno avuto contatto con i due contagiati.
Fino a ieri mattina, la certezza matematica che le due persone che erano state sottoposte a tampone, fossero positivi, ovviamente non c’era. Una delle due persone è a casa, senza alcun sintomo, l’altra invece ha la febbre da qualche giorno e un po’ di tosse. Ma le loro condizioni non sono preoccupanti da un punto di vista sanitario. La decisione di chiudere, però, era già nell’aria a prescindere dal risultato dei tamponi, tanto che proprio la scorsa settimana, i trenta dipendenti avevano seguito un corso sul telelavoro che da oggi potranno fare restando a casa propria.
«Stavamo soltanto aspettando le decisioni del Governo annunciate per oggi - spiega il presidente dell’associazione Gianni Lamioni - perché se come sembra, la scadenza dell’Iva dovesse slittare in avanti e anche il pagamento dei contributi, non ci sarebbe bisogno di restare in ufficio. Per tutti gli altri adempimenti siamo preparati a rispondere ai nostro soci anche da casa». Una scelta, quella di chiudere quindi, che era già nell’aria: poi però sono arrivati i risultati dei test sui due dipendenti e la decisione ha subito un’accelerazione e da ieri è scattata la quarantena. «Che però - precisa Lamioni - è partita dall’ultima volta in cui abbiamo avuto contatti diretti con le due persone contagiate dal Covid-19. Per quanto mi riguarda ad esempio, finirò la quarantena tra cinque giorni».
Ieri da Confartigianato sono partite le email verso tutti gli associati e anche al centralino dell’associazione, il messaggio del risponditore automatico è stato cambiato per avvertire gli artigiani che la sede di via Monterosa, per qualche giorno, dovrà restare chiusa.
A preoccupare Lamioni, semmai, sono le scelte che farà il Governo proprio per sostenere le imprese. «A me è andata bene fin da subito la decisione di chiudere tutto - dice - però a queste chiusure ora deve necessariamente affiancarsi una politica di sostegno alle aziende. Il presidente del Consiglio ha chiesto un sacrificio a tutti ma se non vengono messe in atto tutte quelle iniziative che sono state ipotizzate in questi giorni, gli artigiani faranno un sacrificio maggiore di tutti gli altri». Lo slittamento del pagamento dell’Iva, la sospensione del pagamento dei mutui e dei tributi, ad esempio.
Quando si parla di impresa, soprattutto di piccola e media impresa, in Italia si parla di ingranaggi che fanno girare il motore. «Io sono in quarantena da diversi giorni - dice ancora il presidente dell’associazione - ma la mia cooperativa ha la sede proprio di fronte a casa mia e dalla finestra vedo i dipendenti che lavorano. Il resto lo facciamo con il telelavoro. Il mondo della piccola e media impresa, dell’artigianato, è fatto così: non ci fermiamo praticamente mai e questo il Governo, in una situazione di grave emergenza come quella che stiamo vivendo, in qualche modo dovrà riconoscerlo ai nostri imprenditori». —
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