Gioco
«I letti nell’area critica sono 52 Ora sono più che raddoppiati»
Sono pronti per essere utilizzati, spazi ricavati con alcuni spostamenti Da ieri ad esempio la traumatologia ortopedica è stata dirottata a Orbetello
«Più che raddoppiata la disponibilità di letti nell’area critica: adesso quelli di terapia intensiva sono 52». Monica Calamai, direttrice della rete ospedaliera, risponde al telefono dopo un’altra giornata di riunioni e sopralluoghi: «Oggi mi sono messa per la prima volta la mascherina, dovendo andare in giro per i reparti e gli ambienti».
I letti sono «già strutturati, con ventilatori e apparecchiature per il monitoraggio, come ho verificato in un sopralluogo con l’ingegner Riccardo Antonelli», pronti per fronteggiare emergenze più gravi qualora dovessero accadere. Sono 33 i letti in più. «Questo ampliamento è dovuto anche alle possibilità offerte dalla struttura dell’ospedale Misericordia. Qui, come anche all’ospedale di Arezzo (ma in misura minore), è avvenuto il potenziamento maggiore. Qui, proprio per la struttura del Misericordia, è stato possibile separare i percorsi Covid e non Covid». Quattro presidi - dei 13 presenti nel territorio di competenza dell’Asl Toscana sud est - sono stati potenziati per la rianimazione: oltre a Grosseto e Arezzo anche Valdarno e Poggibonsi.
Non solo: «L’interruzione dell’attività elettiva chirurgica e ambulatoriale ci ha permesso di liberare risorse umane e spazi e di ridurre gli interventi alle sole urgenze, chirurgiche e oncologiche. Già stamani (ieri, ndr), abbiamo riportato l’attività chirurgica al quinto piano ed è operativa anche con i robot. Contestualmente, abbiamo spostato la traumatologia ortopedica a Orbetello: al pronto soccorso di Grosseto è in servizio un ortopedico, che poi può destinare il paziente a Orbetello. Anche al 118 sono state disposizioni per portare eventualmente i pazienti direttamente a Orbetello».
Ci sono novità anche per l’Utic, l’unità di terapia intensiva della cardiologia: «Da domani (oggi, ndr) - spiega Calamai - la sposteremo e la porteremo nell’ala vecchia del Misericordia. Ciò a tutela di tutti. Negli spazi liberati metteremo i malati di Covid, quelli che hanno i sintomi tali da richiedere un ricovero ma che non hanno bisogno della terapia intensiva. Ci saranno trenta posti, possiamo arrivare a un massimo di 120. E in questo reparto è naturalmente prevista la presenza di infettivologi». C’è anche un Obi (un reparto di osservazione breve) per chi è affetto da coronavirus, è variato il percorso nelle tende di triage e pre-triage rispetto ai primi giorni.
Al Misericordia sono possibili adesso le analisi dei tamponi: il servizio è già attivato? «Da domani (oggi, ndr) entreremo a regime».
In cardiologia, dopo l’effettuazione dei tamponi, com’è la situazione? «Il reparto è regolarmente al lavoro, gli ambienti sono stati sanificati».
Mancano i presidi sanitari per poter lavorare? «Ce ne vorrebbero tre volte tanto, ma siamo in emergenza e non ci possiamo arrabbiare con nessuno. La Regione Toscana ha fatto uno sforzo imponente». —
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