Il Tirreno

Grosseto

ospedale misericordia 

Trovata positiva dopo 10 giorni in reparto Tampone per oltre 50 pazienti e sanitari

di Francesca Ferri
Trovata positiva dopo 10 giorni in reparto Tampone per oltre 50 pazienti e sanitari

Succede nel reparto di Cardiologia. La compagna di stanza è negativa. Risultati alla spicciolata. Un familiare denuncia

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GROSSETO. Oltre cinquanta persone, tra personale sanitario e pazienti, del reparto di Cardiologia dell’ospedale Misericordia di Grosseto sono state sottoposte a tampone.

Il test serve a scongiurare che abbiano contratto il coronavirus da una paziente ricoverata per giorni senza sintomi e risultata poi positiva. Cinquanta persone e più che stanno vivendo ore d’angoscia in attesa del responso del laboratorio. Una circostanza che rischia di trasformarsi in una bomba ad orologeria. Anche perché gli operatori sanitari che non presentano sintomi non sono stati posti in isolamento domiciliare, come conferma l’Asl al Tirreno. «Secondo le procedure messe in atto dall’azienda sanitaria si è ritenuto che non fossero da mettere in isolamento», dice l’Asl sud est.
 

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Tutto è iniziato circa dieci giorni fa quando una signora di 63 anni è stata ricoverata. Non aveva alcun sintomo legato Covid-19; solo problemi che avevano obbligato al ricovero in Cardiologia. Tre giorni fa, però, alla donna è salita la febbre, sintomo riconducibile all’infezione. Il tampone – a quanto viene riferito da fonti non ufficiali – è stato fatto l’indomani per l’impossibilità, vista l’emergenza, di reperire immediatamente il virologo. Il risultato è arrivato lunedì, a tempo di record. E purtroppo ha confermato i sospetti: è un caso di coronavirus.

La signora è stata subito trasferita nel reparto di Malattie infettive, dove si trova ricoverata. E sono state avviate le verifiche su medici, infermieri, operatori sanitari e naturalmente sugli altri pazienti ricoverati. In tutto oltre 50 test.

Visto l’alto numero, l’Asl spiega di aver deciso di dare la precedenza alle persone che manifestavano anche solo lievissimi sintomi riconducibili al Covid-19 e a chi ha avuto contatti stretti con la sfortunata paziente. Tra questi anche la compagna di stanza che, comunica l’Asl, è negativa al test. E questa è una notizia che non può che dare sollievo.

I risultati non sono però ancora tutti disponibili. E, del resto, alcuni prelievi, fatti due giorni fa, sono partiti solo ieri sera per il policlinico Le Scotte di Siena per essere analizzati.

L’Asl parla, ad ogni modo, di uno sforzo non indifferente in un momento di stress organizzativo fortissimo. «Anche per alcuni medici che hanno avuto un contatto stretto con la paziente ancora non è arrivato il risultato», spiega l’azienda.

Nel frattempo sono ore d’angoscia per chi ancora attende una risposta e anche per i familiari che condividono con loro la stessa casa, gli stessi spazi.

«La mia compagna è infermiera ed è in attesa del risultato. Ma non è stata messa in isolamento; si è messa lei per libera scelta, per coscienza. E anch’io sono a casa in attesa di questo risultato. È una situazione insostenibile», si sfoga con Il Tirreno il compagno di un’infermiera che ha segnalato il caso al giornale.

«È incomprensibile come il personale, senza che si abbia conferma della negatività al tampone, venga tenuto in reparto – dice –. E noi familiari, che prima di questo allarme eravamo a stretto contatto, abbiamo paura. Da qui a quando avremo il risultato del tampone saranno passati due giorni e mezzo. Io sto condividendo la casa con la mia compagna. E, sebbene stiamo alla larga l’uno dall’altra e prendiamo tutte le precauzioni, la paura è tanta. Per mia scelta, e per tutelare i miei colleghi e le loro famiglie, ho deciso di assentarmi da lavoro. Ma anche i colleghi sono preoccupati, perché nei giorni scorsi, quando ancora non si sapeva che la paziente fosse positiva, come faccio a escludere che i virus non si sia trasmesso?». In proposito l’Asl spiega che, secondo le procedure adottate, il contatto (persona 1) di un contatto (persona 2) di un positivo al virus (persona 3) «non è considerato un “caso”, quindi non è previsto il tampone. Solo se il contatto di un positivo (persona 2) risulta positivo, si fa il tampone». Ultimo elemento da tenere in considerazione: la signora è il secondo caso di paziente di Cardiologia positiva al virus. Oltre a lei c’è anche una 65enne.
 

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