Italia
Pienone nei parchi pubblici della città nonostante il divieto di uscire da casa
Il decreto è già in vigore ma ieri grandi e piccini si sono riversati al Velodromo e all’Alberino. I controlli saranno capillari
La festa è finita. O almeno, dovrà finire: se non con le buone, con le cattive. Il decreto emanato dalla Presidenza del consiglio parla chiaro. Da casa si esce soltanto in tre circostanze: per andare al lavoro, per situazioni di necessità o per spostamenti per motivi di salute. Sono queste le tre regole che stanno alla base del decreto che istituisce tutta l’Italia come “zona protetta” per arginare il contagio da coronavirus. Ma c’è anche chi è in dubbio se fare la passeggiata quotidiana o portare fuori il cane per fare i bisogni.
Serve buonsenso, quello che ieri non è stato utilizzato dai cittadini che si sono riversati nei parchi pubblici della città nonostante ormai da lunedì sera, dopo il discorso del presidente Giuseppe Conte quali fossero le norme da rispettare lo sapessero tutti. Da oggi, le forze dell’ordine saranno inflessibili. Ieri in Prefettura si è riunito il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto sulla situazione e il prefetto Fabio Marsilio ha anche utilizzato il sistema della videoconferenza con tutti i sindaci della provincia per raccogliere le idee e le perplessità sollevate da tutti.
Carabinieri, polizia, polizia municipale e guardia di finanza: saranno loro a fare i controlli in tutto il territorio e a verificare se - chi esce da casa - è giustificato a farlo.
Le pattuglie saranno dotate delle autocertificazioni che verranno fatte sottoscrivere ai cittadini che dovranno dichiarare dove stanno andando e perché. Una dichiarazione che - se non sarà rispondente al vero - potrà far finire nei guai chi la sottoscrive: sono due infatti i reati nei quali si incorre, quello di inosservanza dei provvedimenti delle autorità e quello di false generalità dichiarate a pubblico ufficiale. Le pene previste vanno da una multa di oltre 206 euro a tre mesi di arresto.
Chiunque abbia bisogno di muoversi, nel perimetro del comune nel quale risiede o anche fuori per lavoro, dovrà avere la certificazione che lo attesta con sé. Lo stesso vale per chi ha le altre esigenze previste dalla norma. Tutti gli altri, dovranno invece restare a casa.
È chiaro che sarà possibile portare il cane fuori, fare una passeggiata o andare a fare jogging: l’importante però è non aggregarsi, non creare assembramenti come quelli che si sono visti ieri in varie zone della città, dove adulti e bambini si sono riversati nei parchi.
I bar e i locali che hanno deciso di restare aperti in questo periodo, dovranno abbassare le serrande alle 18: i carabinieri e le altre forze dell’ordine controlleranno il rispetto della normativa. Già ieri, alle 18, in varie zone è stato fatto il primo giro e, al momento, nessuno ha sgarrato.
Anche alla stazione, gli uomini della polizia ferroviaria hanno cominciato a controllare le persone che salgono e scendono dal treno. Anche qui vale lo stesso principio: con l’autocertificazione si potrà dichiarare il motivo della propria presenza.
I controlli saranno quindi rigorosi: da oggi e fino alla fine dell’emergenza i cittadini dovranno restare a casa il più possibile. Così come chi, senza averne motivo, potrà ad esempio sbarcare sull’isola del Giglio e su Giannutri. L’imbarco sarà consentito solo ai residenti e a chi esporrà l’autocertificazione. Anche in questo caso saranno le forze dell’ordine presenti sulle isole a vigilare. —
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