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L’addio a Erminia, maestra di Istia sepolta senza celebrare il funerale
Riti funebri vietati dal Decreto. Il messaggio del figlio Andrea: «Difficile accettare la tua scomparsa»
«Mamma, le norme per il coronavirus non me lo hanno permesso, avessi potuto in chiesa avrei letto questo messaggio. Lo metto qui assieme al ricordo di tanti altri che ti ricordano con affetto». È il cuore di Andrea Guidoni, veterinario e consigliere comunale, a muovere la sua mano mentre scrive sul suo profilo di Facebook. Un messaggio d’amore per sua madre, Erminia Burroni, la maestra Erminia che a lungo ha insegnato nella scuola della frazione dei Istia d’Ombrone, dove era tornata anche l’anno scorso per farsi intervistare dagli alunni che ora siedono su quei banchi. Erminia aveva 85 anni e oltre che una bravissima e stimata maestra, è stata una mamma, una moglie e anche una nonna adorabile ed amatissima. Il decreto entrato in vigore ieri mattina non ha però permesso ai suoi familiari di salutarla durante i funerali. Sono vietati, così come i matrimoni che dovranno essere rimandati a quando sarà finita l’emergenza.
È per questo che suo figlio Andrea ha voluto dedicare parole d’amore a Erminia, su Facebook. «Mamma è sempre difficile accettare una perdita così grande. Sei stata maestra da quando appena ventenne ti recavi con la vespa a Montepó. Molti sono stati i tuoi alunni da allora, tutti ti ricordano con affetto e riconoscenza. Hai fatto parte attiva della tua, della nostra Parrocchia, aiutando a preparare tanti ragazzi e ragazze per il catechismo. Hai sempre avuto un pensiero ed un attenzione per chiunque ne avesse bisogno. In quest’ultimo periodo hai dovuto affrontare maggiori sofferenze, noi ti siamo stati vicini perché questo era quello che ci faceva stare bene, sentire amore nel donare amore. Sono scorsi tutti i fotogrammi della nostra fortunata vita assieme, ho ricordato quando, da piccolo, mi addormentavo attorcigliandoti i capelli, ho ricordato l’asilo, le scuole, la nascita delle nostre famiglie e delle tue nipoti cui hai voluto immensamente bene. Ho ricordato il tuo grandissimo amore per babbo».
Erminia se n’è andata circondata dagli affetti più cari, consapevole di quello che stava succedendo. Senza immaginare però, che non avrebbe potuto essere salutata nella sua parrocchia, dai tanti fedeli con i quali aveva sempre condiviso il suo impegno.
Da ieri, e fino alla fine dell’emergenza, i parenti dei defunti saranno costretti a sentire un carico in più: quello di non poter salutare in chiesa il loro caro. Potranno chiedere al parroco l’estrema unzione e potranno chiedere la benedizione, all’ingresso del cimitero, prima della sepoltura. Ma anche in questo caso, parenti e amici dovranno mantenere la distanza stabilita del decreto ed evitare gli affollamenti. —
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