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Grosseto

Coronavirus, il nostro appello (ascoltato): rinviate le elezioni a Follonica

Emilio Guariglia
Coronavirus, il nostro appello (ascoltato): rinviate le elezioni a Follonica

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Alle 16.30 dell'11 marzo il prefetto ha deciso di rinviare le elezioni di Follonica come chiesto dal nostro giornale e dai due candidati sindaco. Qui sotto l'appello che avevamo rivolto alle istituzioni affinché il voto potesse essere rinviato.

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GROSSETO. In queste ore il nostro Governo, sostenuto da tutte le autorità scientifiche e mediche, impone severissime regole di comportamento per contenere la diffusione del Covid-19. In particolare si vietano gli assembramenti di qualsiasi specie e natura e gli spostamenti non necessari e si chiede a tutti i cittadini di non uscire di casa, se non per selezionate e motivatissime ragioni. Milioni di persone, volontariamente, stanno perciò limitando la loro libertà personale e si fanno scrupolo persino di andare a fare una piccola passeggiata.

Volontariamente, o per decreto, centinaia di negozi e pubblici esercizi hanno chiuso o stanno per farlo, sacrificando la necessità di sopravvivere al bene comune.

Ebbene, in queste stesse ore, lo stesso Governo continua a ignorare che domenica 15 marzo in una città italiana, Follonica, più di 17mila persone dai 18 anni in su – e fra queste tantissimi anziani _ siano chiamate al diritto/dovere del voto per l’elezione del loro sindaco. I conti si fanno facilmente: l’elettorato di Follonica è ripartito in 5 seggi per un totale di 22 sezioni, dove nell’arco di 16 ore dovrebbero confluire non meno (stando alla media di affluenza abituale) di 12-13 mila persone. Come si provvederà a non creare gli assembramenti (o comunque la presenza contemporanea e ravvicinata di gruppi e gruppetti) nelle varie sezioni? Chi tutelerà la salute di presidenti e scrutatori di seggi? Ma soprattutto quanti cittadini - e in particolare gli anziani, che sono maggioranza della popolazione - eviteranno di esercitare il loro diritto/dovere al voto (garantito tra i supremi dalla nostra Costituzione), per tutelare il diritto alla salute, garantito esso stesso come uno dei pilastri della Carta costituzionale? E ancora: come può lo Stato consentire (anzi, imporre) una violazione di massa alle norme urgenti da esso stesso promanate? Votare domenica 15 marzo a Follonica sarebbe un paradosso insopportabile. Per questo chiediamo al Governo italiano di intervenire immediatamente per sanare questa incomprensibile situazione.

Anche i due candidati a sindaco Massimo Di Giacinto (per il centrodestra) e Andrea Benini (per il centrosinistra) chiedono il rinvio del voto.

LA POSIZIONE DI DI GIACINTO

«Abbiamo inoltrato una richiesta formale al ministero degli interni e, per conoscenza, al prefetto di Grosseto per rinviare le elezioni di Follonica a causa dell'emergenza Coronavirus». In una fase in cui, di giorno in giorno, la situazione evolve, con misure che si sono fatte sempre più stringenti, il candidato a sindaco per Follonica Massimo Di Giacinto ha presentato formale richiesta di rinvio del voto, dopo che i rappresentanti della sua coalizione avevano fatto verbalizzare questo auspicio in occasione del sorteggio della posizione delle liste sulla scheda elettorale.

«Nello scrivere – nota  Di Giacinto -  prendo anche atto che la macchina amministrativa per il voto è già avviata e che, all'11 marzo non è possibile escludere che le elezioni si possano tenere. Per questo chiedo alle autorità il massimo impegno nel dare al caso Follonica l'attenzione che merita facendo prevalere il buon senso. I cittadini stanno manifestando forte contrarietà all'appuntamento elettorale del 15 marzo. Andare in senso opposto al sentire comune troverebbe motivazione solo nella necessità di dare alla comunità un governo cittadino pronto ad affrontare, già a partire dal giorno 16, l'emergenza del coronavirus. Per questo motivo, in caso di voto, sarà indispensabile garantire il rispetto stretto delle disposizioni normative, in riferimento alle regole igienico-sanitarie e le distanze tra le persone, dotando il personale che vi sarà impegnato, presidente, scrutatori, segretari e rappresentanti di lista, dei dispositivi di sicurezza, visto che dovranno stare a contatto per molte ore con la gente».  «La speranza – continua Di Giacinto - è sempre quella che possa prevalere il buonsenso rinviando il voto, così come è già avvenuto con il referendum costituzionale e come potrebbe accadere con le prossime regionali. La serenità dei cittadini, ma anche dei candidati, deve essere alla base di un confronto elettorale che punti all'ottenimento di un consenso reale e non alterato da un contesto non idoneo. La competizione deve poggiare le sue basi sulle idee per la città e non sulla paura o meno di recarsi a votare».

LA POSIZIONE DI BENINI

Il candidato a sindaco Andrea Benini ha lanciato un appello al prefetto di Grosseto perchè prenda «la decisione giusta e nel più breve tempo possibile». Secondo Benini. «non ci sono le condizioni perchè i cittadini possano esercitare il proprio diritto di voto in piena libertà e sicurezza. Siamo già in una situazione sufficientemente surreale, perfino assurda».

 

 

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