Gioco
Mia, 10 anni, pianta il piccolo albero sradicato sulle Mura
grosseto. Con la scuola chiusa, ieri mattina Mia Peccianti era insieme al babbo Leonardo, titolare della Locanda de’ Medici, quando ha visto la foto dell’alberello sradicato sulle Mura e lasciato per terra. Il pensiero di padre e figlia è stato uno solo: andare sul maggior monumento della città, con una pala, un rastrello e un po’ di concime e rimettere al suo posto quel piccolo albero. Così hanno fatto: ora l’alberello è in piedi. «E sarà mia premura - dice il ristoratore - andare ad annaffiarlo, sperando che quell’atto vandalico non lo abbia danneggiato e che possa continuare a crescere».
Ieri la fotografia dell’albero appena piantumato e sradicato è stata pubblicata sul Tirreno. «Quando l’ho vista ero insieme a mia figlia - dice - abbiamo pensato entrambi che non bastasse denunciare l’accaduto ma che sarebbe stato importante fare qualcosa». E così è stato: presi gli attrezzi, padre e figlia, sono saliti sulle Mura e hanno dato una bella lezione di civiltà a tutti, soprattutto a chi aveva compiuto quel brutto gesto.
L’alberino, una volta rimesso al suo posto è stato concimato e annaffiato, con la speranza che ora possa crescere rigoglioso e forte senza qualcuno che vada di nuovo a eradicarlo, né quello né altri di quelli messi a dimora da poco sulle Mura. «Di bischerate da ragazzi ne abbiamo fatte tutti - dice Peccianti - ma prendersela con la cosa pubblica, con quello che è un bene di tutti, è davvero da vigliacchi». — F.G.
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