Sicurezza
Rimossa la carcassa abbandonata nella piazzola
La sindaca Biondi: «Abbiamo dovuto fare tante telefonate e numerose sollecitazioni. Resta un po’ di amarezza per la maleducazione»
CASALE DI PARI. Alla fine l’hanno tolta. Da circa dieci giorni, la carcassa d’auto che era stata abbandonata allo svincolo di Casale di Pari, sulla Grosseto-Siena, nella piazzola dove fanno manovra gli autobus, non c’è più. . L’Anas, sotto la cui competenza ricade l’area in questione, ha provveduto a rimuovere quello che resta della Renault Megane, dopo la curiosa “pasquinata” di fine anno, quando la carrozzeria era stata colorata da mani sconosciute, adornata con una poesia in romanesco e posizionata in mezzo allo spazio di manovra dei pullman a mo’ di birillo, con un cartello su cui campeggiava la scritta in rosso “la grande bellezza”, a richiamare il celebre film di Paolo Sorrentino.
Novello Pasquino – il nome della statua romana al collo della quale era uso, nei secoli passati, appendere cartelli con satire in versi, da cui il nome “pasquinata” – il rottame era diventata un caso. Provocazione, zingarata o un modo per richiamare l’attenzione, fatto sta che il messaggio non era passato inosservato, erano seguite domande e dubbi su chi dovesse provvedere a togliere la Megane, con la sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, che prima ancora della “pasquinata”, aveva sollecitato l’Anas a liberare la piazzola dal curioso ingombro. «L’auto si trova in un punto non di competenza del Comune – aveva allora spiegato Biondi al Tirreno – non ha targa e il numero di telaio è stato abraso, non è possibile risalire nemmeno alla prima immatricolazione e, per quanto ne sappiamo, potrebbe essere stata rubata oppure usata per commettere azioni illegali. Se anche volessimo toglierla semplicemente chiamando un carroattrezzi, non essendo l’area di competenza del Comune, si rischia il danno erariale, oltre al fatto che è un rifiuto e come tale va trattato».
Biondi aveva anche aggiunto che se proprio l’Anas non si fosse decisa a toglierla come da tempo il Comune la stava sollecitando a fare, ci avrebbe pensato l’amministrazione anche correndo dei rischi, ma eliminando il poco estetico impiccio, indegno, appunto, della grande bellezza dei luoghi e della loro storia. Infine, la soluzione poco più di una settimana fa.
«La questione si è risolta – dice soddisfatta Biondi – ma c’è voluto del tempo, numerose sollecitazioni, tante telefonate, prima che le verifiche ci dessero pienamente ragione su chi dovesse fare cosa. Finalmente quello che restava della Megane, con il suo carico di goliardia, è stato rimosso. Resta un po’ di amarezza per la maleducazione e lo scarso senso civico di chi l’aveva abbandonata lungo la strada e per le accuse più o meno velate al Comune di non fare abbastanza per tutelare il territorio. Quando invece – conclude Biondi – è nostra priorità proteggere l’ambiente, promuovere la bellezza e le qualità della vita dei nostri borghi e del nostro Comune in ogni occasione». —
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