Toscana
Alla mensa Caritas tre ospiti alla volta Prima di mangiare ci si lavano le mani
Una giornata nei locali di via Palermo, 50 pasti al giorno «C’è solo da attendere un po’ di più, per motivi di sicurezza»
I posti a tavola sono ben distanziati l’uno dall’altro, l’ingresso è permesso a tre ospiti alla volta e prima di prendere il vassoio e scegliere cosa mangiare è obbligatorio lavarsi le mani all’esterno, con i prodotti per la disinfezione.
A parte queste regole basilari, ma fondamentali, la macchina della Caritas di Follonica non si ferma e ogni giorno, come sempre, vengono servite tra le 40 e le 60 persone. Due o tre primi e due o tre secondi poi i contorni, la frutta e il dolce. La vita scorre come sempre all’interno della mensa di via Palermo: una cucina, nuovissima, e un refettorio curato nei minimi dettagli, poi servizi igienici e un parco tutto intorno, dove ogni giorno arrivano tantissime persone per ricevere un pasto caldo e qualcosa da mangiare per la cena. Gli ospiti arrivano alla spicciolata e si mettono a sedere fuori, sulle panchine che si trovano in pineta, e aspettano il proprio turno con pazienza. Con il rischio contagio d’altra parte non bisogna avere fretta: si entra pochi alla volta e ci si siede.
L’emergenza sanitaria è qualcosa con cui fare i conti, è indubbio, ma, seguite le regole indicate dal decreto ministeriale, i volontari non si fermano, anzi, muniti di guanti e prodotti igenizzanti, si dicono pronti ad affrontare ogni evenienza.
Tra i volontari, più di cento che si alternano ai fornelli, non mancano neanche le persone che devono svolgere i servizi socialmente utili e che sono poi rimaste tra i volontari per dare una mano una volta terminato il servizio obbligatorio.
Nel gruppo cucina c’è una cuoca, stipendiata tre ore, e poi ci sono i volontari, quattro o cinque, che si occupano della preparazione dei pasti. Poi c’è il gruppo di somministrazione che divide i pasti e li sporziona.
Tutto inizia alle 7,30, con l’arrivo del cibo, e si chiude intorno alle 14,30. Nell’arco di queste ore arrivano i rifornimenti, in particolare dalla Coop e dal Lidl che portano alla Caritas il cibo invenduto ma ancora buono, ma non mancano le panetterie e le pizzerie che giornalmente portano i propri prodotti nei locali di via Palermo.
«Qua si mangia tutti i giorni – spiega uno dei volontari – non ci sono stop e anche durante l’emergenza sanitaria si fa il possibile per offrire almeno un pasto caldo a chi ha bisogno. Oggi, per sicurezza, si attende un po’ di più per mangiare, ma non abbiamo mai mandato via nessuno». Il pasto viene fornito una sola volta al giorno ma i volontari pensano anche alle cena: «Quando gli ospiti se ne vanno – spiegano – noi consegniamo sempre un sacchetto con dentro del pane, della schiaccia, della pizza e un frutto, oppure quello che avanza dal pranzo anche se avanza poco a dire la verità».
Nella mensa della Caritas di via Palermo, poi, si tengono in considerazione tutte le esigenze alimentari: ci sono i pasti per i musulmani cosicché quando viene preparato del maiale viene sempre fornita anche un’alternativa. «Ci siamo anche organizzati con dei contenitori alimentari – spiega un volontario – così se qualcuno preferisce prendere il pasto e consumarlo a casa adesso può farlo». Ma la Caritas gestisce anche lo spaccio alimentare e anche lì l’emergenza sanitaria ha modificato un po’ le abitudini: si usano guanti e si entra pochi alla volta così da pensare alla sicurezza di tutti. E anche il punto di ascolto adesso è diventato un appuntamento telefonico: «Non ci incontriamo ma la nostra presenza è sempre forte – conclude un volontario – facciamo di necessità virtù e speriamo in tempi migliori». —
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