Sicurezza
Udienze sospese in Tribunale, a rischio anche il processo Capuano
grosseto. «Da oggi per due settimane ci sarà la sospensione feriale degli uffici giudiziari. Dal 23 marzo sarà possibile per i vertici degli uffici giudiziari rinviare le udienze non urgenti. Possibili anche le videoconferenze per le udienze».
Questa la dichiarazione del ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, venerdì sera. Ciò significa che anche al Tribunale di Grosseto ci sarà una sospensione delle attività di udienza, fatti salvi i casi particolari.
Nulla di ufficiale è stato ancora pubblicato, ma gli ambienti forensi grossetani attendono un’attività fortemente rallentata se non del tutto annullata. L’ipotesi è che anche il principale procedimento penale in corso, il cosiddetto processo Capuano, possa saltare: nella settimana che sta per cominciare sono previste due udienze, mercoledì e giovedì; un’altra ne è prevista per il 19. Il calendario stilato dalla presidente Laura Di Girolamo prevede un appuntamento in questo mese anche per il 26.
«Stiamo attendendo che venga pubblicato il decreto - spiega l’avvocato Carlo Valle, presidente dell’Ordine provinciale degli avvocati - Probabilmente ciò avverrà lunedì. Da queste prime indicazioni, abbiamo capito che per le prossime due settimane il comportamento sarà il medesimo delle sospensioni feriali di agosto». Dunque, solo le urgenze per i detenuti, convalida e direttissime, e altre circostanze particolari.
Venerdì, il consiglio dell’Ordine aveva tenuto una riunione straordinaria, nella quale i legali si erano confrontati su quanto accaduto al Tribunale di Grosseto: due giudici penali e uno di pace non hanno accolto le richieste di rinvio per legittimo impedimento a causa dell’astensione proclamata dall’Organismo congressuale forense, in assenza di un provvedimento specifico del presidente del Tribunale. A Firenze, invece, tale astensione era stata riconosciuta. Il consiglio ha dato comunicazione di tutto ciò, ricordando che la Commissione di garanzia sull’attuazione degli scioperi non ha preso posizione. «Ci risulta inoltre da notizie reperite in rete che in molte città italiane l’astensione è accettata dai giudici, stigmatizzando la mancanza totale di coordinamento in tal senso delle istituzioni», ha scritto il consiglio dell’Ordine nel documento pubblicato sul sito unitamente ad altri documenti e all’ordinanza di uno dei giudici che non accoglie la richiesta di rinvio per impedimento anche perché in provincia il fenomeno era limitato e fino a venerdì c’erano soltanto due casi. —
P.S.
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