Sicurezza
Simiani: «Ero al tavolo con Zingaretti, adesso sono in quarantena»
Gli ha stretto la mano alla riunione del 28 febbraio a Roma «Sto bene ma resterò a casa almeno fino al 13 marzo»
GROSSETO. C’è anche il grossetano Marco Simiani, dirigente nazionale Pd, tra coloro che negli ultimi dieci giorni hanno incontrato il segretario Dem Nicola Zingaretti, poi risultato positivo al coronavirus.
Zingaretti, stando alla ricostruzione della sua agenda, potrebbe aver contratto la malattia proprio in occasione dell’aperitivo “rassicurante”, a Milano, il 27 febbraio scorso, evento organizzato dal sindaco meneghino Giuseppe Sala per combattere il panico nella città messa a rischio dal focolaio lombardo. In un locale sui Navigli, con tanto di hashtag #Milanononsiferma, si invitavano i cittadini a non rinunciare alla “normalità”. Un’espressione che oggi fa quasi sorridere.
«Come quasi tutti i presenti alla prima riunione della segreteria nazionale del Pd, non ho alcun sintomo; sto bene, ma visto che ho incontrato e stretto la mano a Zingaretti, il 28 febbraio, il giorno successivo al suo presunto contagio, per precauzione - come altri miei colleghi - resterò a casa nei prossimi giorni, fino almeno al 13 marzo, in attesa di vedere gli sviluppi». Così Simiani, al telefono, con Il Tirreno, ha annunciato la quarantena domiciliare volontaria. Sull’opportunità di questa decisione è arrivata in serata la conferma del dottor Maurizio Spagnesi, del servizio di prevenzione Asl.
Lei era alla riunione d’insediamento della nuova segreteria Pd del 28 febbraio, a Roma, seduto davanti a Zingaretti. È preoccupato?
«Ero allo stesso tavolo, sì. In quella circostanza siamo rimasti nella stessa stanza, a lungo, una ventina di persone. Da allora sono già passati 9 giorni, senza che si siano palesati sintomi. Come si vede da una foto che è stata pubblicata sui social, durante la riunione stavamo a pochi metri di distanza, ma per contagiarsi devono esserci ben determinate situazioni e condizioni di contatto continuato e diretto».
Scatta la quarantena anche per lei, giusto?
«Come ho detto, per motivi precauzionali, resterò a casa, a Grosseto, evitando ulteriori contatti. Ho ricevuto molte telefonate allarmate. Al momento è tutto sotto controllo».
Lavorerà da casa?
«Sì, mi organizzerò per farlo. Ribadisco: sono abbastanza tranquillo, per quanto possa esserlo un uomo che ha due figli, una moglie, familiari di una certa età… Comunque ho avvertito il medico di famiglia e ricostruito un po’ i miei impegni/spostamenti/contatti degli ultimi giorni».
Zingaretti è apparso tranquillo nel video in cui annuncia la positività. Vi ha contattato?
«Nelle chat si è parlato di ciò che ci aspetta. Sono certo che il segretario, che sta bene e si trova nella sua casa, seguito a distanza dai medici, guarirà rapidamente e senza complicazioni. Mi atterrò completamente al protocollo». —
Gabriele Baldanzi
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