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Grosseto

manutenzione 

«Scosciature e tagli: potare così crea danni»

Gabriele Baldanzi
«Scosciature e tagli: potare così crea danni»

Tre esperti ambientalisti mettono in guardia dalle modalità impiegate sugli alberi del Comune e sollecitano più controlli

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Il dottore forestale Michele Scola di Italia Nostra, la guida ambientale Anna Bardelli e il professore Roberto Barocci del Forum Ambientalista hanno tenuto ieri una conferenza stampa sul verde pubblico cittadino e la sua corretta manutenzione, in cui sono emerse le diverse competenze dei relatori per giungere alla stessa conclusione, e cioè che molte scelte compiute dal Comune di Grosseto sul verde pubblico sarebbero dannose. «Esempi di incompetenza», queste le parole usate.

Scola, Barocci e Bardelli sostengono di avere molti cittadini dalla loro parte, persone che periodicamente, da luoghi diversi (le Mura, via Cavalcanti, viale Uranio, via Telamonio, via Sauro), segnalano operazioni di potatura e approcci al verde che impoveriscono il patrimonio ambientale anziché rinvigorirlo.

L’ultimo esempio citato è l’intervento in viale Uranio, già segnalato nei giorni scorsi da Bardelli. Dalle foto prodotte emergono tagli di rami del diametro di 45-50 centimetri con scosciature, tagli non aderenti al tronco che non facilitano la cicatrizzazione e la riparazione dei tessuti ma che creano condizioni ideali per l’ingresso di muffe, funghi e batteri. E ancora tagli di rami (anche di 50 – 100 chili) effettuati tutti su un lato, che rendono la pianta non più stabile.

«I cittadini e gli esperti – dice Bardelli – hanno rilevato gravi incompetenze in questi interventi che, così fatti, invece di volgere alla corretta manutenzione del verde urbano, costituiscono un danno al patrimonio e alla qualità della vita della comunità, oltre che un pericolo».

I tre esponenti del mondo ambientalista grossetano chiedono che l’amministrazione comunale, in futuro, garantisca una manutenzione del verde con lo scopo di migliorarne la funzione estetica, ricreativa, paesaggistica e tesa ad aumentare la biodiversità. Insomma, si chiede al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, all’assessore Riccardo Megale, alla società Sistema (che cura la manutenzione del verde), maggiore attenzione e più controlli sulle tecniche di potatura e sui periodi di taglio, in linea con i riposi vegetativi e le nidificazioni. «Eseguire bene le potature significa garantirsi degli alberi sani e dunque non pericolosi. Sulla sicurezza non ci si può permettere di commettere errori», dice Anna Bardelli. Che allarga il discorso anche ad altri temi. Grosseto negli ultimi anni ha perso il suo connotato green, diventando, per qualità dell’aria (polveri sottili) una delle città toscane più inquinate. «Non è un caso – dice Bardelli – che siamo in 103ª posizione, su 109 capoluoghi, nella classifica della sostenibilità e, contemporaneamente, siamo scivolati indietro, al 79º posto, per qualità della vita, secondo il Rapporto del Sole 24 ore». Eppure, insistono i tre ambientalisti, le caratteristiche orografiche, atmosferiche, ambientali, l’assenza di industrie, dovrebbero fare di Grosseto una città dall’aria pulita». —

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