La manifestazione
Anche il settore vitivinicolo rischia lo stop
Mazzei (presidente del Consorzio tutela): «Questa congiuntura potrebbe avere le conseguenze di una crisi finanziaria»
. Gli effetti delle misure prese a livello internazionale per arginare la diffusione del coronavirus rischiano di mettere in crisi anche il settore vitivinicolo.
L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dal presidente del Consorzio tutela vini della Maremma Toscana, Francesco Mazzei, in occasione dell’assemblea dei soci, nel corso della quale sono stati approvati il bilancio consuntivo 2019, quello previsionale 2020 e sono stati illustrati i programmi per l’anno in corso, che puntano molto sulla valorizzazione e sulla promozione dei vini e del territorio.
Proprio in questo ambito, dopo il successo delle anteprime toscane a Firenze, i piani del Consorzio in questa direzione hanno subito uno stop a causa del coronavirus.
Il primo evento locale a farne le spese è la terza edizione di “MareMMMa la Natura del Vino”, organizzato con i Consorzi di tutela del Morellino di Scansano e del Montecucco, che doveva tenersi domani al granaio lorenese di Spergolaia con oltre 450 vini di 89 aziende del territorio e che è stato rimandato in data da destinarsi.
Annullati anche i due momenti fieristici internazionali più importanti, Prowein a Düsseldorf e Vinitaly a Verona, quest’ultimo slittato a giugno.
Cresce quindi la preoccupazione per il settore che è “sopravvissuto” ai dazi Usa e alla Brexit, ma che ora rischia di subire una brusca frenata. «Speriamo che la situazione si normalizzi al più presto – dichiara Mazzei – perché, se non governata, questa congiuntura potrebbe avere le conseguenze di una crisi finanziaria. Tutti comprendiamo la situazione e l’esigenza di misure di precauzione per l’emergenza coronavirus che ha colto il mondo di sorpresa, ma che le istituzioni devono gestire protocolli precisi, tenendo conto delle necessità delle imprese. Febbraio a livello commerciale è stato molto critico e le prospettive rischiano di peggiorare nei prossimi mesi. Occorre, e non parlo solo del nostro settore, dare segnali forti in merito alla volontà di rialzarsi con una comunicazione oggettiva, misurata e meno catastrofica».
Le altre attività del Consorzio proseguono, in particolare sul Vermentino, il cui interesse da parte dei mercati è cresciuto negli ultimi anni e che anche in Maremma rappresenta un fenomeno in continua ascesa. Con oltre 1 milione e 600 mila bottiglie nel 2019, è la seconda tipologia imbottigliata della Doc dopo il Rosso. La volontà è quella di cavalcare questo trend che potrebbe diventare uno dei motori trainanti della Doc Maremma Toscana. Infine, il Consorzio ha annunciato anche la partecipazione al progetto di “business intelligence”, con altri sette consorzi del vino toscani, la collaborazione di Valoritalia (leader nelle attività di controllo sui vini e organismo di controllo su vino e agricoltura biologici), Wine searcher (un motore di ricerca per vini che si è affermato anche come servizio enciclopedico gratuito del settore) e l’Università di Firenze, con l’obiettivo di creare un database di informazioni utili alle aziende per interpretare al meglio opportunità e nuove tendenze dei mercati. —
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