Gioco
«Voto di scambio per ottenere favori» La lettera anonima finisce in Procura
Il delegato della campagna elettorale di Di Giacinto ha inviato il materiale a tutta la mailing list di sostegno a Benini
«Ecco la mail e allegato di martedì 1 gennaio 2019 del comitato elettorale di Andrea Benini. Tra i membri», seguono tre nomi, di persone che hanno fatto parte dei gruppi di lavoro tematici per il sostegno dell’ex sindaco alle elezioni del 2019 con accanto la dicitura «beneficiario della variante 8» e «beneficiario della variante 9». A chiudere: «Voto di scambio». Insieme a quel foglio, c’era anche una email, inviata il primo gennaio dell’anno scorso, a tutti i sostenitori di Andrea Benini, con allegati i file dei tavoli tematici organizzati per la campagna elettorale. Una lista di nomi, tra i quali si leggono, evidenziati, quelli dei tre sostenitori che avrebbero ricevuto favori dall’allora sindaco di centrosinistra e che lo avrebbero ricambiato votandolo. Materiale, questo, che è stato messo nella cassetta della posta del delegato alla presentazione della candidatura a sindaco di Follonica Massimo Di Giacinto: l’uomo, ha presentato un esposto alla Procura, spiegando di essersi preoccupato per aver ricevuto, proprio lui, quel materiale. «Si ipotizza il voto di scambio – scrive nell’esposto arrivato in via Monterosa a Grosseto – e questo mi preoccupa e non poco. Ha avuto un effetto intimidatorio e creato anche uno stato di ansia. E perché proprio a me? Perché sono stato forse il principale sostenitore e promotore del ricorso al tar Toscana che accettato ha determinato la decadenza dell’elezione al primo turno di Benini e ordinato il ballottaggio del 15 marzo? ». Domande che Luigi Costagli, rivolge quindi alla magistratura che ha ricevuto tutta la documentazione. Ma il contenuto di quella busta trovata nella cassetta della posta il 13 febbraio scorso, non è stata soltanto portata in via Monterosa: è stata anche inviata a tutti quelli che erano indicati nella mailing list dei sostenitori di Benini. Invio, questo, che non è andato giù all’ex primo cittadino, che ha deciso di rivolgersi ai carabinieri di Follonica, dove è stata sporta denuncia per diffamazione e anche per turbativa della campagna elettorale.
Secondo il candidato del centrosinistra, già sindaco di Follonica per un mandato e vincitore per un voto della passate elezioni, fino al riconteggio e all’ordinanza del Tar, il disegno dietro all’esposto è chiro. «È un modo di fare politica ripugnante, e credo che disgusti tutta la città. Rispetto a questa vicenda mi sono mosso nelle sedi opportune, informando immediatamente i carabinieri di questa azione miserabile, nella quale si ravvisano chiaramente i reati di diffamazione (avendo inviato una volgarissima lettera anonima ad un certo numero di persone per mail), calunnia e turbativa elettorale - spiega Benini - L’ho fatto per tutelare me stesso, ma anche perché è inaccettabile che siano state coinvolte in questa vicenda, probabilmente costruita ad arte (anche questo lo valuterà la Magistratura), persone degne e perbene. Non so se l’obiettivo di un’azione così meschina sia stato quello di insinuare il dubbio tra i miei sostenitori, lasciando trapelare una gestione della cosa pubblica che è quanto di più lontano da quello che abbiamo fatto in questi anni. Follonica è una città in cui ci si conosce tutti: i cittadini non sono ingenui, conoscono i fatti e le persone e sapranno fare le loro scelte. La nostra città non si merita tutto questo, non si merita questa campagna elettorale che alimenta sospetti e bassissime insinuazioni, che prova a gettare discredito diffondendo insulse lettere anonime. Non si merita una politica che tritura la comunità e mette le persone le une contro le altre». Le varianti indicate, avrebbero favorito, secondo il mittente della lettera anonima, tre persone che sostenevano Benini. Ma i “favori”che avrebbero ricevuto (una riguarda infatti la possibilità di ristrutturare strutture ricettive) sarebbero state le stesse di altre centinaia di persone. Diversa la lettura che ne dà Massimo Di Giacinto. «Non c’era sicuramente la volontà di incidere nel ballottaggio e di minare il normale svolgimento della campagna elettorale - spiega - È stato portato in Procura quel materiale perché probabilmente altre lettere anonime come quelle stanno circolando ancora. Questa faccenda mi lascia indifferente: non è uno strumento per fare politica». —
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