Il Tirreno

Grosseto

Video dei professori per insegnare da casa

Giulia Sili

I dirigenti scolastici e gli insegnanti di Follonica studiano alternative per la didattica: saranno create classi virtuali 

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L’avviso della sospensione delle attività didattiche è arrivato mercoledì, nel tardo pomeriggio. Qualcosa di inaspettato, o perlomeno, una decisione arrivata senza preavviso e che ha portato gli istituti scolastici a doversi adattare alle nuove disposizioni ministeriali.

A Follonica le dirigenti scolastiche hanno cominciato a ripensare il lavoro degli insegnanti e a immaginare nuove metodologie di apprendimento per gli studenti. In loro aiuto non manca la tecnologia: un peso importante lo ha il nuovo registro elettronico ma anche i servizi offerti da Google o da Microsoft, come ad esempio le classi virtuali. Classroom è infatti un’applicazione sviluppata da Google che permette di creare un ambiente per l’apprendimento a disposizione delle istituzioni scolastiche. Ma il grosso del lavoro è svolto, ovviamente, dai prof, a partire dagli insegnanti della scuola dell’infanzia che hanno già iniziato a registrare delle letture per i piccoli alunni che verranno poi caricate sui registri elettronici. «Ci stiamo organizzando partendo proprio dalle scuole dell’infanzia – spiega Paola Brunello, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Leopoldo II di Lorena – abbiamo contattato i genitori in modo da far sapere loro che noi ci siamo. La didattica all’interno del nostro istituto è molto varia: abbiamo bambini di 3 anni e ragazzi di 14 e non possiamo usare per tutti lo stesso metodo».

I mezzi sono già a disposizione dei ragazzi e dei professori: «Usiamo il registro elettronico – prosegue Brunello – lì inseriamo materiali vari per le attività: filmati e audio, tutte cose che i bambini dai 3 anni in su possono consultare da casa con l’aiuto dei genitori. Questo per i professori non è una novità perché sono abituati ad usare il registro elettronico. Devono però essere create attività interessanti indirizzate alle varie età».

Non manca poi la previsione a lungo termine, in modo da non farsi trovare impreparati: «Stiamo studiando le piattaforme di Google per ampliare modalità di intervento – continua la preside – Per i ragazzi più grandi sarà infatti utile poter realizzare delle classi virtuali. Tutti hanno diritto ad una didattica su misura».

Anche le scuole superiori, ovviamente, stanno facendo la loro parte: «Nel decreto ministeriale – spiega la dirigente dell’istituto superiore Anna Rita Borelli – viene detto che i dirigenti devono attivare la didattica a distanza. Nessuno però è pronto in maniera massiccia: noi abbiamo 47 classi e 1000 studenti. È chiaro che questo è un discorso che non si può fare in due giorni. Nonostante questo stiamo facendo del nostro meglio per seguire le disposizioni». Ieri mattina si è riunito il comitato tecnico dell’istituto superiore follonichese ed è stato dato un indirizzo generale per mantenere il contatto con gli studenti.

«Useremo il registro elettronico – dice Borelli – lo strumento primario per caricare file e mandare i compiti e poi stiamo anche valutando l’impiego della piattaforma di Google». Per quest’ultima idea, però, è necessaria la formazione del personale docente e c’è anche un altro problema non da poco: alcuni studenti possiedono uno smartphone ma non un pc, indispensabile in questo momento. «Ci sono difficoltà da superare – conclude la dirigente – Tutti noi crediamo che ci si debba dare da fare ma anche i ragazzi devono studiare». —

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