Sicurezza
Sale il numero delle quarantene I due positivi sono stabili
L’Asl sta cercando di ricostruire la filiera del contagio L’uomo, socio Lions, è stato a due congressi fuori provincia
GROSSETO. Al momento sono 37 i casi di quarantena a Grosseto. Il fenomeno ha registrato una sostanziosa impennata ieri pomeriggio quando si sono contati 10 nuovi casi nel giro di poche ore. Ieri è stata una giornata “calda” su questo fronte, costellata di quarantene che si susseguivano l’una dopo l’altra a distanza di poco tempo.
Queste persone hanno spontaneamente contattato l’azienda sanitaria spiegando di avere avuto contatti con le persone contagiate dal coronavirus e chiedendo cosa dovessero fare. Da qui in poi si è dispiegato il rigido protocollo previsto e che è condiviso sia dall’Asl che dal sindaco di Grosseto in quanto massima autorità sanitaria provinciale. Ricevuta notizia dai diretti interessati, l’Asl ha fatto partire subito la segnalazione al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che a sua volta ha provveduto a emettere apposita ordinanza. Una per ogni caso. Emanata l’ordinanza sindacale, la polizia municipale ha provveduto a contattare telefonicamente le persone interessate, avvisandole dell’inizio del periodo di quarantena per una durata di 14 giorni.
Dopo un primo approccio telefonico, essenzialmente informativo, gli agenti si sono presentati nelle case delle persone interessate muniti di mascherine, occhiali e guanti per notificare loro le rispettive ordinanze.
Dal momento in cui le persone sono poste in quarantena, i controlli da parte della municipale sono quotidiani, per verificare il rispetto o meno dell’atto sindacale. Il mancato rispetto dell’ordinanza è regolato, a livello normativo, dall’articolo 650 del codice penale («Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro»).
In provincia di Grosseto, in giornata, sono giunte notizia di altri casi di quarantena. Una nella zona del Quarto Albegna nel comune di Manciano: un uomo nei giorni scorsi era entrato in contatto con una persona positiva al virus. Si è messo in quarantena ed è seguito e monitorato dall’Asl. Al momento non risulta positivo al virus.
E da ieri mattina c’è un residente in quarantena anche nel comune di Roccastrada. Ne dà notizia ai cittadini il sindaco Francesco Limatola dal suo profilo Facebook. «Questa mattina (ieri, per chi legge) – spiega Limatola al Tirreno – ho ricevuto una comunicazione dall’Asl sud est nella quale mi si informava che un cittadino era venuto a contatto con una persona, che risiede in un altro Comune, considerata un caso sospetto di coronavirus».
«La persona in quarantena, sotto la sorveglianza dell’Asl, è in buone condizioni di salute – aggiunge il sindaco – non presenta sintomi e aveva già preso da sola le prime precauzioni.
La misura è stata dunque adottata esclusivamente per motivi precauzionali, in accordo con il Dipartimento di Prevenzione Ausl Toscana Sud est. E per il resto posso confermare che al momento nel comune di Roccastrada non ci sono casi di positività».
Restano stazionarie intanto le condizioni dei due pazienti contagiati dal Covid-19 e ricoverati nel reparto di malattie infettive. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dall’Asl Toscana Sud est sugli spostamenti che la coppia avrebbe fatto nelle ultime due settimane: il settantaquattrenne, arrivato al Misericordia tre giorni fa, probabilmente ha contratto il virus fuori dalla provincia. Socio del Lions, nell’ultimo periodo ha partecipato a due congressi, uno a Siena e l’altro a Pisa dove potrebbe essere stato a contato con qualcuno già positivo al Coronavirus. Poi, una volta a casa, avrebbe contagiato la moglie di 70 anni, anche lei ricoverata in Malattie infettive.
Intanto, senza ricostruire gli spostamenti fatti dalla coppia che abita in città, anche ieri si sono inseguite le voci più incontrollabili, sia sul luogo nel quale l’uomo avrebbe contratto la malattia, si a sulle conseguenze che la sua presenza e quella della moglie in provincia, nelle ultime settimane, avrebbe causato su altre persone. Tra le mille voci incontrollabili, anche quella della chiusura di un bar nel quale l’uomo si sarebbe fermato a prendere un caffè. Notizia questa, smentita dalla polizia municipale che non ha emesso alcuna ordinanza di chiusura di locali nel comune di Grosseto, né in città e nemmeno nelle frazioni.
I medici del servizio di prevenzione dell’Asl sono al lavoro per ricostruire la catena del contagio e tentare così di capire dove e quando l’uomo abbia contratto il virus. —
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