Toscana
«Primo caso di coronavirus», ma ha il tampone negativo
Giulio Santi, medico a Sassofortino, ci ride su: «Sono sereno e incuriosito da questo corto circuito. Vi voglio tranquillizzare».
SASSOFORTINO. È stato dimesso dall’ospedale Misericordia di Grosseto, a due giorni dal ricovero, il dottor Giulio San-ti, medico di base di Sassofor-tino, conosciutissimo in tut-ta la provincia.Per diverse ore, nella gior-nata di mercoledì, fino a gio-vedì mattina, è stato lui il pri-mo paziente grossetano indi-ziato di coronavirus. Ma non era vero. Scherzi di una co-municazione nevrotica, al tempo dei social e della corsa a sparare per primi. Il diretto interessato, però, l’ha presa bene. D’altra parte è uomo di spirito e di teatro. Ieri Il Tirreno lo ha incontra-to per capire come è nato l’e-quivoco. «Ditemelo voi – ri-sponde Santi, col suo sorriso sornione, appena lasciato l’o-spedale di Grosseto – io non lo so; so soltanto che già dal-la giornata di mercoledì gira-va questa voce, quando anco-ra non si conosceva l’esito del tampone a cui mi aveva-no sottoposto, risultato poi negativo». Non è arrabbiato, Santi. «Sono sereno e incurio-sito da questa vicenda – pro-segue – proprio perché uomo di teatro. Penso che ci possa-no essere spunti interessanti, equivoci, spigolature da tra-sferire in un copione. Questa mattina mi hanno spiegato che il mio profilo – età e pro-venienza – coincideva con quello ufficiosamente diffu-so da una fonte istituzionale e ripreso da un giornale loca-le. Da quel momento, fino a ora, ci siamo trovati nella buf-fa condizione di dover smen-tire, spiegare e rassicurare. D’altre parte avevo molto tempo per farlo...».Santi è rimasto in isola-mento, nel reparto di malat-tie infettive del Misericordia, fino a ieri pomeriggio. «Sono stato ricoverato con alcuni sintomi che potevano far pre-supporre, tra le altre cose, un’influenza da coronavirus. Sono state prese tutte le pre-cauzioni del caso. Sto a con-tatto ogni giorno con tanti malati, anziani, bambini; era giusto sottoporsi ai test ritua-li per scongiurare questa pos-sibilità. Adesso sto meglio e mi sento di tranquillizzare tutti».Al chiacchiericcio, nato non si sa come e approdato sui social, si sono aggiunte al-cune coincidenze di natura anagrafica e professionale (i primi contagiati grossetani avrebbero un medico tra i fa-miliari), che hanno tratto in inganno anche chi dovrebbe usare prudenza nel divulga-re certe informazioni.Santi non bacchetta nessu-no, non accusa. Non è nelle sue corde: «Nella vita ci vuo-le ironia. Hanno venduto la pelle dell’orso, prima del tem-po... – scherza – la cosa im-portante adesso è tornare in forma, a disposizione dei miei pazienti».Il medico è noto per la sua straordinaria disponibilità e trovare l’ambulatorio chiu-so, nei giorni scorsi, aveva fat-to preoccupare molti. La co-munità di Sassofortino, do-po aver temuto per il suo dot-tore, tira dunque un sospiro di sollievo. Santi è senza dub-bio il paesano più conosciu-to, amato, “richiesto” , so-prattutto in questo periodo, quando all’allarme coronavi-rus si aggiunge l’influenza di stagione. «Ringrazio – con-clude – le tantissime persone che mi hanno chiamato, inco-raggiato e fatto compagnia in questi due giorni. Ho senti-to il calore, la vicinanza, l’af-fetto dei sassofortinesi e di tutti i miei pazienti, amici pri-ma ancora che mutuati».Il lieto fine della storia è la completa guarigione del dot-tore, scampato al coronavi-rus e vittima dell’ansia me-diatica.
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