Il Tirreno

Grosseto

Negoziante e mamma «Scuole chiuse, si resiste»

Francesca Ferri

Barbara Ciarpi (Mini family store) come tanti colleghi fronteggia l’emergenza

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Con un negozio tutto suo, un bambino di 4 anni e la scuola materna chiusa, Barbara Ciarpi non ha avuto scelta. «I miei genitori lavorano e il mio compagno anche, e lo può tenere solo nel pomeriggio. E così abbiamo fatto ricorso ai miei nonni e alla bisnonna. Alternative non ci sono; o così o avrei dovuto chiudere», dice.

Barbara è una giovane commerciante, titolare del bel negozio Mini family store di via San Martino 8, in centro storico, associata Ascom Confcommercio. E come tutti i colleghi ieri mattina si è svegliata con un problema da risolvere. E urgentemente.

Il decreto ministeriale del 4 marzo impone infatti la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dal nido alle università. Come organizzarsi con i figli che restano a casa se i genitori lavorano entrambi? «Mio figlio va alla materna Le Margherite di via Giordano – dice mamma Barbara –. Ieri mattina (mercoledì per chi legge) avevamo avuto sentore che le scuole sarebbero state chiuse e ho cominciato a pensare come organizzarmi. Sono sola in negozio e non posso stare a casa con lui».

Un problema comunque a molti commercianti e non solo, che rischia di avere forti ripercussioni sul settore.

«Al momento ci siamo organizzati così, con i miei nonni e la mia bisnonna, che ha 77 anni – dice Barbara –. Qualche mattina starà qui in negozio. È faticoso, sì. Penso che riusciremo a gestire la cosa per una settimana. Poi però se la situazione si protrae... Il mio compagno è lavoratore dipendente: vediamo se può stare a casa lui».

Il momento complicato che anche il commercio sta attraversando, tuttavia, potrebbe rivelarsi un’occasione di riscossa proprio dei piccoli commercianti al dettaglio. E anche Barbara, pur nella difficoltà di questi giorni, riesce a sorridere e a mandare un messaggio di speranza.

«Queste misure impongono di evitare luoghi chiusi e sovraffollati – dice la commerciante – e dunque cosa c’è di meglio di una passeggiata in centro storico. Qui siamo all’aperto, si respira aria fresca, non ci sono porte, non ci sono condizionatori e i negozi non sono mai molto sovraffollati».

Per di più, conclude, «i bambini, inoltre, non li puoi portare nelle ludoteche, né in altri posti al chiuso. Quindi, un bel giro in centro è la cosa migliore. E, devo dire, che io già stamattina (ieri mattina per chi legge) ho visto un po’ di movimento in giro in centro storico. E questo ci fa ben sperare». —







«È un momento difficile. Ma tutti possono fare la loro parte. E la propria parte si fa comprando nei negozi di vicinato e mangiando nei ristoranti. Insomma, #comprasottocasa». La direttrice di Ascom Confcommercio Grosseto, Gabriella Orlando, non nasconde le difficoltà ma rilancia. «La situazione è difficile – dice – perché la chiusura delle scuole ha reso ancora più problematica la gestione organizzativa dei commercianti con figli. E queste difficoltà si aggiungono alla frenata dei consumi che ha fatto registrare significativi segnali negativi. A questo si sommano le difficoltà legate al clima meteorologico e al passaggio della stagione». Queste sono per tradizione le settimane più difficili per il commercio: sono finiti i saldi ma ancora è presto per comprare cose primaverili. Orlando non nasconde la rabbia, «perché – dice – in Toscana non avremmo nessun motivo di ritirarci in casa ed essere bloccati». L’associazione si sta muovendo a livello nazionale. «Non ci sono richieste di aiuti al governo – dice – ma progetti per la spinta economica. E comprare nei negozi sotto casa è fondamentale: se una grande catena si risolleva, la bottega sotto casa no. L’economia del territorio dipende da noi».



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