Il Tirreno

Grosseto

il processo per la tragedia di marsiliana 

Segnaletica e strade interrotte interrogato il tecnico Costrade

P.S.
Segnaletica e strade interrotte interrogato il tecnico Costrade

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grosseto. «Nel nostro contratto non era prevista la gestione di un’emergenza di queste dimensioni. Era casomai da Protezione civile, da gestire in un contesto più ampio. In quei giorni c’eravamo solo noi e avevamo fatto da soli centinaia di interventi».

Gian Paolo Conti, referente tecnico di Costrade srl, la società incaricata dalla Provincia della manutenzione e del pronto intervento, chiude così il suo interrogatorio al processo per la morte di dei tre tecnici Enel, Paolo Bardelloni, 59 anni, di Massa Marittima, Maurizio Stella, 47, di Follonica, e Antonella Vanni, 48, di Larderello, precipitati nell’alveo del fiume Albegna a causa del crollo della soletta di collegamento tra il ponte e la strada provinciale 94 in località Marsiliana, il 12 novembre 2012. In auto, stavano tornando da Roma: erano morti annegati.

Conti, uno dei cinque imputati, ha risposto alle domande del suo avvocato, Adriano Galli. E ha spiegato di aver apposto la segnaletica dovuta, da entrambi i lati della strada di accesso al ponte. La traversa reperita al campo sportivo era stata messa di traverso, a cavallo della mezzeria, con tre coni di qua e tre di là, intorno alle 21.30. Quando era tornato, alle 23.30, dopo che la tragedia era avvenuta, aveva trovato questa configurazione spostata. Altra segnaletica, quella sera, non era reperibile. «E poi sembrava finito tutto, almeno per noi - ha ripetuto Conti a margine dell’udienza - Mentre per tutta la giornata c’era stato un grande via vai, a sera non pioveva più, non passavano più auto, evidentemente perché le strade erano state chiuse efficacemente». Il contratto Provincia-Costrade proseguì, ha spiegato Conti rispondendo al pm Arianna Ciavattini, ma gli interventi furono quelli per le somme urgenze: «Ci chiesero di fare tanti lavori in tempi ristretti».

In aula anche Massimo Cipriani, all’epoca responsabile della comunicazione della Provincia: «In quei giorni producemmo una quantità di comunicati infinita - ha detto tra l’altro rispondendo alle domande dell’avvocato Luciano Giorgi - Eravamo funzionali, strumentali alle decisioni prese nella sala operativa». Comunicati stampa e pagina ufficiale Facebook i canali di comunicazione. «Quando venivano riaperte le strade, noi lo comunicavamo. Mai revocata la chiusura di quella strada».

L’avvocato Giorgi ha chiamato anche l’ingegner Luca Di Felice, che effettuò il collaudo dello spallone riparato dal Consorzio Osa Albegna dopo il precedente evento calamitoso, verificando la regolarità dei lavori e la congruità della spesa (perizia da 30mila euro, lavori per 8-9mila).

Il giudice Andrea Stramenga ha fissato la prossima udienza fra un mese, dovranno essere sentiti alcuni carabinieri. L’udienza successiva si terrà a maggio, per alcuni testimoni della difesa. —

P.S.



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