Il Tirreno

Grosseto

il dibattito su via almirante: la lettera 

«La toponomastica esprime concetti nobili»

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GROSSETO. Fa ancora discutere la decisione dell’amministrazione comunale di intitolare una via cittadina a Giorgio Almirante. In questi giorni ne è emerso un dibattito; oggi interviene Graziano Mantiloni, scrittore grossetano, autore tra le altre cose di “Bandito - Storia partigiana in Maremma”.

«In genere - scrive Mantiloni in una mail alla redazione de Il Tirreno - i nomi dati alle strade/piazze sono espressione del comune sentire di una comunità. L’espressione di valori condivisi, il ricordo di uomini o donne che hanno fatto crescere la civiltà, la cultura, oppure nomi di mestieri, località, o inalienabili concetti positivi e nobili come “via della pace”, “via dell’amore” per esempio. Di fatto non esiste il corrispondente opposto “via della guerra”. Non meraviglia quindi che molti grossetani si siano indignati per la decisione dell’amministrazione comunale di titolare a Giorgio Almirante una strada cittadina». Un rappresentante di un regime (quello fascista) che è stato giudicato responsabile di crimini «non certo da ricordare celebrandoli con una targa». «Ma Grosseto è così, e una piazza non è stata negata neanche a Craxi. Allora, nel delirio di non voler dispiacere a nessuno, alla fine, via Almirante sarà imposta con la solita tracotanza? La mia preoccupazione - conclude Mantiloni - è che di questo passo piazza Adolf Hitler o viale Bokassa sia proprio dietro l’angolo. Cordiali saluti», conclude la lettera. —



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