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Grosseto

L’amore contemporaneo nell’Italia del terrorismo, delle stragi e della Brexit

L.S.
L’amore contemporaneo nell’Italia del terrorismo, delle stragi e della Brexit

Ingegnere, Francesco Falconi presenta “Gli anni incompiuti” Marco ed Aurora sono innamorati ma lui si scoprirà omosessuale 

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Francesco Falconi, grossetano, 44 anni, con il suo libro “Gli anni incompiuti” è stato proposto dagli “Amici della domenica”, la giuria del premio Strega, per l’assegnazione del prestigioso riconoscimento letterario. Ingegnere delle telecomunicazioni, vive e lavora a Roma, ha già all’attivo numerose pubblicazioni, soprattutto di genere fantasy. Questa volta si mette in gioco con una storia diversa, un romanzo contemporaneo. Ha cominciato a scrivere giovanissimo.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?

«Come ho detto in un’intervista a Panorama Libri e ho messo nella home page del mio sito, la scrittura non è un mestiere, non è un hobby, né una passione. È un’esigenza di cui non si può fare a meno. Perché senza ci si sente soffocare. Scrivere è l’unico modo per liberare quella bestia che strangola. Se si prova questo, allora vuol dire che si ha una bella storia da raccontare. Scrivere è un modo per esprimere i miei ideali, che peraltro si ritrovano nei miei romanzi a prescindere dal genere: temi sociali, ecologici, economici, ho parlato di violenza sulle donne e i bambini, di ingegneria genetica, di ambiente e inquinamento, del rapporto tra scienza e chiesa. Per fare un esempio, in “Grey”, una rivisitazione del capolavoro di Oscar Wilde, affronto il tema della bellezza in tutte le sue sfaccettature, anche sociali».

Tuttavia, ha scelto un percorso di studi e di lavoro di natura scientifica.

«Mi ritengo bipolare in senso buono. Ho sempre avuto una grande passione sia per la letteratura che per la scienza. Quest’ultima indubbiamente ereditata da mio padre, insegnante di matematica nella scuola media. Poi, per motivi di sbocco lavorativo, mi sono affidato alla mia parte scientifica negli studi e nella vita professionale, coltivando al contempo la scrittura, che ho ripreso subito dopo l’università. In quel periodo ho rimesso mano al mio primo racconto, “Estasia”, scritto quando avevo 14 anni, e pubblicato nel 2006».

Cosa significa essere candidato al Premio Strega?

«È un grande risultato anche pensando a chi ha proposto la mia candidatura. Alessandro Perissinotto, che è arrivato secondo al premio Strega nel 2013, è uno scrittore, un esperto, docente di Storytelling all’università di Milano. Il fatto che abbia ritenuto il mio romanzo all’altezza di questo prestigioso premio è già di per sé una grandissima soddisfazione».

Quanto della Maremma c’è nella sua scrittura?

«Scrivere un romanzo come “Gli anni incompiuti” è metterci se stessi. Anche per questo è ambientato tra Grosseto, Castiglione della Pescaia, Siena e infine Roma. La parte più importante della storia avviene nella Maremma degli anni ’80 - ’90, quella che io ho vissuto, avendo la stessa età del protagonista. La mia terra ha uno spazio preponderante nel libro, poiché descrivere luoghi che conosco mi ha permesso di scrivere in maniera più realistica e più emozionante.

Di cosa parla “Gli anni incompiuti”?

«È la storia dell’amore (impossibile?) tra una ragazza e un ragazzo, Aurora e Marco che si scoprirà omosessuale. Seguendo le vicende dei due protagonisti, si ripercorre anche il complesso spaccato storico-politico che va dai primi anni ‘80 a oggi. Dalle brigate rosse alla strage di Capaci, dai movimenti skinhead di estrema destra, alla seconda Repubblica in Italia, dall’11 Settembre alla Brexit. È anche un romanzo di formazione, che racconta la difficoltà di comprendersi e di accettarsi, della paura di diventare adulti e di mostrarsi al mondo per quello che si è, della sessualità e di quanto la società ci costringa a incasellarla in rigidi schemi, che raramente coincidono con la complessità dell’esperienza umana».

Progetti futuri?

«C’è un nuovo romanzo in preparazione, ma ancora in fase embrionale. Posso solo anticipare che sarà ancora narrativa e ancora affronterà temi sociali». — L.S.

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