Il Tirreno

Grosseto

Abbiamo battuto tutte le strade per poter salvare la gara

Alessandro Capitani presidente Istituzione Le Mura

Concessione del Cassero, il presidente Capitani replica alla famiglia Del Gizzo condividendo comunque l’esigenza di valorizzazione 

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l’intervento

Mi vedo nuovamente costretto ad intervenire, mio malgrado, sulla vicenda della gara relativa alla concessione di alcuni spazi ed aree della Fortezza Medicea per fornire qualche ulteriore chiarimento e delucidazione.

In via preliminare voglio cogliere positivamente quanto dichiarato nella parte conclusiva dell’intervento della famiglia Del Gizzo ovvero relativamente alla disponibilità «ad impegnarsi a sviluppare ancora più idee e realizzare più progetti nella convinzione delle grandi opportunità che le Mura potrebbero offrire a tutto il territorio».

Credo infatti che dovremmo ripartire tutti proprio dal convincimento che il monumento costituisce, senza alcun dubbio, l’espressione più significativamente importante sotto l’aspetto culturale della nostra città e che la valorizzazione delle Mura può sicuramente rappresentare uno dei volani più efficaci per lo sviluppo ed il rilancio del turismo e dell’economia locale.

Porte aperte quindi agli operatori che intendano, ancorché in una logica di impresa, effettuare investimenti ed interventi, proporre eventi e manifestazioni che servano a riqualificare le Mura ed a promuoverne la fruizione da parte dei grossetani e dei turisti.

Ma tutto ciò non può che avvenire all’interno di una logica giuridica, amministrativa e tecnica dettata dal pubblico interesse e dalle norme che ne disciplinano l’esercizio.

Senza voler ulteriormente addentrarmi in approfondimenti procedimentali ed in cavillosità da giurisperiti che credo risultino ormai stucchevoli se non incomprensibili ai più e ripercorrendo la stessa cronistoria raccontata dalla società Archetipi, credo emerga, con lampante evidenza, che tutte le situazioni descritte, gli incontri tenuti, le verifiche svolte si ponevano un unico obiettivo (fermi rimanendo i principi di regolarità e legittimità delle procedure che sovrintendono a tutta l’attività di carattere pubblicistico), ossia valutare la possibilità della sussistenza di elementi tali da “salvare la gara” e rendere possibile l’aggiudicazione definitiva.

In tal senso appare ancora più ingiusta ed ingenerosa la polemica nei confronti dei funzionari dell’Ente che si erano prodigati ad effettuare approfondimenti (anche a più riprese presso gli Istituti previdenziali ed assistenziali, Camera di Commercio, etc) onde raccogliere pareri e pronunciamenti che potessero suffragare le tesi sostenute dalla società Archetipi, purtroppo senza poter conseguire i riscontri necessari atti a consentire il perfezionamento del contratto.

Quale ultima notazione mi si permetta infine di chiarire una volta per tutte il concetto di prelazione da parte degli Enti pubblici circa l’utilizzazione del Baluardo. La prelazione consiste nel diritto da parte dell’Istituzione o del Comune di poter “bloccare” in anticipo rispetto all’eventuale aggiudicatario alcune date per poter svolgere iniziative ritenute di carattere culturale, educativo, sociale etc. La prelazione, tuttavia, non può più essere esercitata, ovviamente, una volta che l’aggiudicatario abbia ottenuto l’approvazione del proprio programma di eventi da parte degli Enti pubblici preposti. È proprio in questa logica che la società Archetipi è stata invitata a presentare il proprio programma di attività per i mesi futuri dettagliando le singole manifestazioni, specificandone i contenuti ed i partecipanti, precisando le giornate di utilizzazione ed i relativi orari e quant’altro ritenuto utile per la buona riuscita degli eventi proposti. Non appena convalidato il progetto nessuna interferenza da parte di chicchessia per lo svolgimento delle iniziative sarà più possibile.

In conclusione, voglio sperare che al di là dei convincimenti sin qui espressi dalle parti interessate, anche da questa fase difficile e, per certi versi, ruvida possa comunque scaturire un impegno comune volto ad una unica finalità: quella di rilanciare e promuovere il nostro monumento in tutte le sue declinazioni possibili. Ne hanno bisogno la nostra memoria e la nostra cultura, ne ha bisogno Grosseto. —

Alessandro Capitani

presidente

Istituzione Le Mura

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