Sicurezza
Si intestava l’assicurazione di auto non sue
Processato per truffa e condannato a due anni e quattro mesi. In questo modo beneficiava dello sconto sulla polizza
Si era intestato quattro polizze assicurative tutte sottoscritte con la Helvetia Compagnia Svizzera di assicurazioni spa, ma gli scooter e le auto che venivano assicurate non erano sue. Lo faceva, per ottenere le condizioni più favorevoli previste dal contratto della compagnia e riservate ai residenti a Follonica. Di fatto però le auto e le moto che circolavano con quei contrassegni appartenevano a quattro persone di Ercolano, in provincia di Napoli. È così che Antonio Vulcano, un uomo di 47 anni di Torre del Greco ma residente a Follonica, è finito nei guai. L’uomo, difeso dall’avvocato Amanda Paoletti, è stato processato per truffa.
I reati sarebbero stati commessi nel 2012 e nel 2013. Il primo capo d’imputazione riguarda infatti la sottoscrizione di una polizza assicurativa con la Helvetia per una moto Honda Sh che in realtà apparteneva a un uomo di Ercolano. L’anno successivo, alla scadenza della polizza, Vulcano si era ripresentato di nuovo all’assicurazione e aveva rinnovato la polizza per la stessa moto. Prima di quella data, aveva chiesto alla compagnia di poter assicurare anche una Citroen C3, poi un’altra Honda Sh e infine un’altra Citroen C3. Auto e moto che però sono risultate poi intestate non al quarantasettenne residente a Follonica, ma a tre persone che vivono tutte a Ercolano e che tramite Vulcano, riuscivano a sottoscrivere una polizza assicurativa con lo sconto previsto per chi risiede nella città del golfo.
La compagnia assicurativa aveva fatto un controllo dal quale era emerso che le due Citroen C3 e le due Honda Sh non erano intestate all’uomo che in quel modo aveva ottenuto un prezzo inferiore rispetto a quello che i proprietari avrebbero dovuto pagare a Napoli, dove le polizze sono molto più costose rispetto all’intera provincia di Grosseto.
Il vice procuratore onorario Massimiliano Tozzi aveva chiesto una condanna di un anno e quattro mesi di reclusione oltre ala pagamento di 800 euro di multa, mentre la difesa aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato.
Il giudice Adolfo Di Zenzo lo ha invece condannato a una pena di due anni e quattro mesi di reclusione e seicento euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento nei confronti della parte civile per duemilacinquecento euro e al pagamento delle spese processuali per duemila euro. —
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