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Scuole, via gli appalti di pulizie. Vanno a casa 21 lavoratrici
Sono rimaste fuori dall’internalizzazione perché non ne avevano i requisiti. L’impresa non vuole licenziarle ma non ha lavoro per loro, quindi non le retribuisce.
GROSSETO. Sono a casa senza uno stipendio, eppure non sono state licenziate. È la condizione molto più che precaria in cui si trovano ventun lavoratrici che erano impiegate nei servizi di pulizia all’interno delle scuole pubbliche della provincia di Grosseto. Sono rimaste fuori dal cosiddetto processo di internalizzazione. E ora le loro speranze sono appese a un filo.
La vicenda non è maremmana, bensì riguarda tutta Italia. E sono 268 in Toscana i lavoratori e le lavoratrici che dal 1° marzo non hanno più un lavoro perché non hanno potuto beneficiare del processo di internalizzazione dei servizi di pulizia degli istituti scolastici; nelle scuole, del resto, il mantenimento del decoro è tornato in capo ai collaboratori scolastici – i bidelli – come era la pratica di anni addietro. Questo per ora è il risultato di due giorni di trattativa al ministero del lavoro – ricostruiscono Cgil, Cisl e Uil – per «esaminare e ricercare soluzioni alternative al licenziamento».
In provincia di Grosseto, le 21 addette alle pulizie scolastiche hanno un’età media di 45 anni: non sono giovanissime, dunque, ma ben lontane (persino) dall’intravedere il miraggio della pensione. Sono rimaste fuori dall’internalizzazione perché non erano in possesso dei requisiti richiesti, che erano due: un’anzianità di almeno dieci anni nella mansione e la licenzia di scuola media inferiore.
«Al momento queste lavoratrici – spiega Massimiliano Stacchini di Filcams Cgil – sono in carico a Auriga, l’impresa che aveva l’appalto delle pulizie scolastiche in provincia di Grosseto. La società non vuole licenziarle ma ha già dichiarato di non avere opportunità per reimpiegarle. Attualmente sono a casa, senza uno stipendio, che per altro per questa tipologia di impiego è bassissimo dato che la stragrande maggioranza degli addetti lavorano part time». La vicenda dei lavoratori e delle lavoratrici delle pulizie scolastiche è stata affrontata a più livelli: «A livello nazionale – spiega ancora Stacchini – Cgil, Cisl e Uil hanno inviato congiuntamente una lettera a tutte le imprese che avevano in appalto i servizi di pulizia scolastica con cui si informa che i lavoratori sono a disposizione e che se non vengono impiegati devono comunque essere retribuiti. A livello locale, Cgil ha inviato una lettera a Auriga per le proprie iscritte».
Dai vertici regionali, per i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti «non è stata una situazione di crisi o la mancanza di lavoro a determinare i licenziamenti – scrivono congiuntamente le tre sigle sindacali – ma una scelta precisa del Miur e del Governo. Di fatto non è stato avviato alcun confronto di merito per una precisa volontà del Governo, sordo alla richiesta di farsi carico complessivamente della vertenza come le organizzazioni sindacali chiedono da mesi; lo è del Miur, che non si è interessato a trovare soluzioni; delle imprese che hanno interrotto un confronto per cercare una soluzione che andasse oltre il loro esclusivo interesse economico; del ministero del lavoro che ha dichiarato di non avere soluzioni da proporre».
E per giovedì 5 marzo è convocato un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori: alle 10,30 davanti alla Prefettura di Firenze, in via Cavour. –
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