Il dolore
«Intitolare la strada ad Almirante è una decisione democratica»
Il consigliere Tornusciolo ricorda che la deliberazione è stata adottata a maggioranza dall’assise comunale, nel rispetto della legge
LA POLEMICA
Il consigliere del gruppo misto al Comune di Grosseto, Gino Tornusciolo, all’attacco dopo gli interventi contrari all’intitolazione di una strada all’ex leader del Msi, Giorgio Almirante.
«Potrebbe quasi risultare ironico - dice Tornusciolo - che ogni volta sono io a difendere un giudizio democraticamente espresso dal consiglio comunale, proprio io che vengo tacciato continuamente da questi signori di essere “avverso alla democrazia” e “totalitarista”. Il consiglio del Comune è un organo eletto secondo i principi sanciti dalla carta costituzionale e ogni atto votato a maggioranza è perfettamente aderente alla legge». Secondo Tornusciolo «non si può quindi predicare democrazia a destra e manca e poi imporsi contro le decisioni della democrazia stessa. Questo atteggiamento però a dire il vero mi sorprende poco, ho sempre ritenuto che i veri antidemocratici sono proprio chi in nome dell’antifascismo vuole mettere a tacere chi ha opinioni e idee diverse dalle loro».
Tornusciolo invita tutti a riflettere sulle parole e democrazia, «perché la difesa del principio democratico non può avere un carattere opportunista, e decidere di opporsi sempre alle decisioni democratiche che non si allineano alla visione del mondo di alcuni, non è difesa della libertà e della democrazia, è opportunismo e l’intento è dittatoriale».
«Auspico infine che l’amministrazione comunale acceleri i tempi della pratica per l’apposizione della targa – conclude Tornusciolo – così da non perdermi quel giorno in cui Nello Bracalari, Rolando Casini, Iuri Barontini, Christian Sensi, Marco Giuliani, Claudio Franci, Giuseppe Corlito, Luciana Rocchi, saranno in prima fila con la solita falce ed il solito martello a sostenere Italo Di Fiore che si farà arrestare per una decisione presa in assoluta antitesi alla democrazia» .
Sul fronte opposto, cinque grossetani. Sabina Rombaldi, Silvano Brandi, Elio Jrudal, Maura Franco e Stefania Amarugi, non solo si schierano con il professor Di Fiore ma annunciano che saranno con lui «a strappare la targa nel caso venga apposta».
«In un recente passato, sulla stampa cittadina - proseguono i cinque - è apparsa la notizia che i partiti di maggioranza al Comune di Grosseto proponevano, “per par condicio”, di intitolare una via a Giorgio Almirante e una ad Enrico Berlinguer, la consideriamo una vergognosa provocazione. È improponibile accostare un politico che si è battuto, fin da giovane, per la giustizia sociale e per la democrazia nel suo paese come Berlinguer, ad un fascista come Almirante che ha portato tanto dolore nella nostra provincia e in Italia. Oggi vi sono in Italia e in tutto il mondo rigurgiti fascisti e non bisogna abbassare la guardia. Grosseto è una città democratica e i cittadini di fronte a tali provocazioni devono reagire e far sentire la loro voce, partecipando a tutte quelle iniziative che respingono eventuali provocazioni di tale fatta». —
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