Il dolore
Colonnine elettriche Ancora nessuna traccia
grosseto. Auto elettriche e colonnine per ricaricarle? Sono un cruccio del capoluogo da molto tempo.
Lo scorso ottobre è stato il portale Facile.it ad assegnare a Grosseto la maglia nera in Toscana per l’ecomobilità. Contando i veicoli in circolazione nel 2018, Facile.it ha calcolato che solo lo 0,2 per cento del parco auto circolante in provincia può fare a meno di benzina e diesel, contro lo 0,6 della media regionale.
Non fu una novità. Nel 2014 (giunta Bonifazi) il Comune spese 25mila euro di soldi pubblici (20mila della Regione Toscana e 5mila delle casse municipali) per installare quattro colonnine per ricaricare le auto elettriche del Comune. Il piano era poi di aggiornarne il software perché fossero utilizzabili anche dai privati. Ebbene, l’aggiornamento non è stato mai fatto: quando l’assessorato all’ambiente fu smantellato, l’iniziativa cadde nel dimenticatoio.
A dicembre 2017 la questione balzò alle cronache grazie a un’interrogazione della consigliera Pd Catuscia Scoccati. Nella sua risposta nel gennaio 2018 l’assessora all’ambiente Simona Petrucci imputò il mancato successo dell’iniziativa al fatto che le colonnine erano in aree difficilmente raggiungibili con le macchine. E che, comunque, erano ormai tutte rotte e non utilizzabili. Dicendosi comunque «aperta a questa progettualità» annunciò, un nuovo progetto in seno al Paes e al Pums all’interno del quale figuravano nuove colonnine elettriche.
Le colonnine ancora non sono state installate. E, probabilmente, tra le varie cose anche Ernst & Young ha notato l’assenza. —
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