Il Tirreno

Grosseto

A chi conviene lasciare un centro storico così com’è?

Stefano Rosini ex consigliere comunale

L’ex consigliere comunale suggerisce di abbandonare la politica delle “toppe” e pensare a investimenti complessivi e duraturi 

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LA LETTERA

Nelle ultime settimane sul vostro quotidiano è tornato prepotentemente il sogno di recuperare seriamente il nostro centro storico e preme a me, cittadino grossetano, nonché residente fin da piccolo per oltre 40 anni nel centro storico della nostra città intervenire non come dirigente di partito ma bensì come ex consigliere comunale che si è battuto sia per la riqualificazione ed il riutilizzo delle Mura, sia per la pedonalizzazione di piazza della Palma.

Argomento vero, serio e delicato sul quale ho letto molte cose condivisibili.

Io credo che il vero problema sia assolutamente culturale.

Da molti anni, tra retorica e luoghi comuni, si va avanti a parlare del centro storico come se fosse un’isola lontana, staccata da qualsiasi dinamica sociale ed economica.

Il “centro storico” invece siamo tutti noi, è la nostra memoria, ma anche il futuro di questa città… senza un centro storico più gradevole e sicuro la città rischia di diventare piano piano un enorme dormitorio senza una precisa identità.

Senza fare valutazioni politiche ma “il tutto” detto con grande serenità, il nostro centro storico ha bisogno di investimenti che mirino a riqualificare il decoro, l’arredo urbano, l’illuminazione e alcune aree verdi.

Il bello accompagna il bello e lancia un segnale forte a tutta la comunità, mentre il degrado (si potrebbe fare un reportage spaventoso) accompagna il degrado.

Nessuno ha la bacchetta magica ed è molto difficile per qualsiasi amministrazione risolvere problemi che sono atavici.

Fatta la premessa che ogni evento è il benvenuto, il progetto degli ultimi anni è sempre stato quello di creare eventi per “portare la gente in centro” mentre forse sarebbe più opportuno cercare di creare più spazi culturali per avere l’ambizione di possedere un “centro storico” meta di un turismo di tendenza, soprattutto nei mesi estivi, ma anche in altri momenti dell’anno, visto che sul clima siamo stati baciati da dio. Chi viene in Maremma per lo splendido mare o la stupenda campagna potrebbe dedicare, a ragion veduta, una mattina o un pomeriggio per visitare un centro accogliente, come diceva giustamente il vostro giornalista nel suo sogno proiettato nel futuro, dove all’interno delle Mura fortificate, oltre alla storia, c’è anche il gusto del buon vivere, della socialità, dei mestieri, della modernità e di un forte sentimento comune.

Un centro storico di un capoluogo di provincia a due passi dal mare potrebbe, anzi dovrebbe, essere necessariamente una “vetrina” delle tante eccellenze che ci sono in Maremma nel campo dell’agroalimentare e delle produzioni vinicole.

Ovviamente però per attrarre investimenti bisognerebbe non continuare con la politica delle “toppe” ma pensare veramente ad investimenti seri.

Appuntamenti? Magari pochi ma di notevole spessore… insomma trovare elementi che diano nuova linfa al “centro storico” non è poi così difficile.

Al di là dei torti o delle ragioni, anche l’ultima vicenda legata agli imprenditori che, dopo un tira e molla estenuante sono andati via dal Cassero senese, è decisamente inquietante

Forse basterebbe un po’ d’amore verso la nostra comunità? Un maggiore orgoglio identitario dato che in altri luoghi sui centri storici sono stati fatti investimenti importanti?

Tutte le proposte che sono state fatte negli ultimi giorni, penso anche a quelle di Gabriella Orlando e Gianni Lamioni, sono assolutamente condivisibili.

A chi conviene mantenere un centro storico così com’è?A chi conviene?

Io non voglio pormi assolutamente questa domanda ma voglio guardare avanti.

Sono un uomo che ha trascorso la sua giovinezza in centro ma non vedo il centro come elemento del mio passato; lo vedo invece davvero come il mio salotto buono, proiettato nel futuro e sono convinto che da un punto di vista sociale, culturale ed anche lavorativo, tanti figli e nipoti di questa città che non potranno andare via, avranno bisogno di un “centro storico” completamente diverso da quello degli ultimi anni. —

Stefano Rosini

ex consigliere

comunale

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