La manifestazione
«Pini potati fuori tempo massimo» Polemica e replica: «È necessario»
grosseto. Ancora proteste a Grosseto per la gestione dei pini. Mentre gli abbattimenti in viale Mascagni sono sospesi, dall’altra parte della città, in viale Uranio, sono iniziate le potature dei circa 106 pini. E ne è nata una nuova polemica.
Alcuni cittadini contestano che i lavori siano partiti in un periodo in cui il regolamento comunale prevede uno stop per gli alberi sempreverdi. E criticano i tagli, a loro giudizio troppo vigorosi. «Le potature, sia chiaro, sono molto necessarie perché i pini vanno messi in sicurezza», dicono Anna Bardelli e Giacomo Neri. «Però servono piccoli interventi per togliere i rami secchi e basta. Altrimenti si rischia di creare danni ai pini, che poi diventano danni per le persone».
La protesta parte da una constatazione: «Perché si inizia a tagliare a inizio marzo quando iniziano le nidificazioni? Abbiamo trovato dei nidi tra i rami dei pini di viale Uranio», dicono Bardelli e Neri. E, come è noto, con le cove in corso gli alberi non si possono toccare.
«In più – proseguono i due cittadini – il regolamento del verde del Comune, all’articolo 9 comma 6, prevede per i sempreverdi la potatura nei soli periodi 15 dicembre - 28 febbraio e 15 luglio - 20 agosto». Inoltre – fanno notare – «non abbiamo visto nessuno del Comune a controllare i lavori».
Il Tirreno ha girato le questioni a Sistema, la società partecipata del Comune che ha in gestione la manutenzione del verde. «Le potature di stamani (ieri per chi legge) sono state fatte per somma urgenza perché c’è un parco giochi – spiega il responsabile per il verde pubblico Fabrizio Billi –. Quanto alle nidificazioni, l’ornitologa ingaggiata per via Mascagni seguirà anche noi per verificare la presenza di nidi».
Sulla tempistica prevista dal regolamento, «Noi – spiega Billi – lavoriamo su input dell’amministrazione comunale. E l’amministrazione non ci ha mai posto particolari problemi per la potatura. I pini non hanno problemi a esser potati ora; a parte l’estate, sopportano benissimo questo tipo di intervento». Sforamenti al calendario, spiega Billi, sono necessari anche per far fronte alla mole di lavoro: «Abbiamo 1060 potature da eseguire. Ne abbiamo fatte circa 600/700. Abbiamo interi viali e quest’anno sono previste le potature in tutte le scuole. Perciò, se non ci sono problemi di nidificazione, e per questo abbiamo l’ornitologa, potiamo anche ora. Altrimenti non c’è tempo materiale. Del resto non abbiamo mai avuto problemi; non è il primo anno che potiamo i primi di marzo. Tanto che avevamo messo come termine massimo per il fine lavori il 30 aprile».
Per quanto riguarda il tipo di taglio, «bisogna tenere presente anche le questioni economiche», dice Billi. Non è sostenibile dare tutti gli anni una spuntatina: quando si taglia, si fa in modo da non doverci tornare l’anno dopo. «Non significa che tagliamo rami in più – precisa Billi – ma magari li tagliamo un po’ più a ridosso del tronco.
Billi tiene a far notare anche un altro aspetto. «Le potature in città servono a garantire la sicurezza. Quindi capita che, se dal punto di vista agronomico o estetico un ramo piegato può essere mantenuto, per la sicurezza va tagliato. E lo si taglia. L’esigenza primaria è la sicurezza, anche se a volte va a discapito dell’estetica e della corretta potatura». Quanto alla sorveglianza dei lavori, eseguiti da una ditta in appalto, lo stesso Billi spiega di essersi recato sul cantiere. — F.F.
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