Sicurezza
Infortunio al lavoro Farmacie comunali non è responsabile
Era finito sotto accusa anche il presidente del cda Bocchi, assolto: la dipendente si era fratturata un polso dopo aver urtato uno scatolone di farmaci
grosseto. Si era fratturata un polso mentre stava andando a prendere alcuni medicinali prescritti a un paziente e aveva sbattuto contro uno scatolone di farmaci che era stato lasciato nel corridoio dove si trovano gli scorrevoli nei quali sono conservati i medicinali. Per quell’infortunio, occorso a una dottoressa che lavora per Farmacie comunali spa, erano finiti sotto processo il presidente del consiglio di amministrazione Alessandro Bocchi e la stessa società. Difesi in aula dagli avvocati Alessandro Bertolini e Roberto Baccheschi, il giudice Adolfo Di Zenzo ha assolto il primo per non aver commesso il fatto e ha dichiarato non responsabile la stessa società. Il vice procuratore onorario Alessandro Bonasera aveva chiesto invece la condanna a quattro mesi di reclusione e seicento euro per il presidente e alla condanna della società alla sanzione amministrativa di quote cento ( trecento euro per quota).
I fatti risalgono al 2014 quando una dottoressa, che stava lavorando nella farmacia comunale di via Oberdan, si fratturò il polso dopo aver urtato uno scatolone pieno di farmaci che il magazziniere aveva appena scaricato nel corridoio La donna non si era accorta di quell’ostacolo: stava leggendo la ricetta che teneva tra le mani e aveva gli occhi bassi. Nell’urto, la donna è caduta per terra fratturandosi il polso. Lo scatolone era stato appoggiato nel corridoio in attesa che fosse aperto proprio dal magazziniere. Nella farmacia infatti, c’era uno spazio dedicato allo stoccaggio degli scatoloni, così come previsto proprio dalla società, per evitare incidenti come quello successo alla dottoressa che si è trovata di fronte allo scatolone. Secondo il giudice quindi, sia il presidente che la società avevano operato correttamente. — F.G.
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