Gioco
Grisanti: «Ho detto no all’ipotesi gessi rossi nel nostro territorio»
campagnatico. I gessi rossi a Campagnatico? Il sindaco Luca Grisanti ha detto un no deciso alla prima conferenza dei servizi che si è tenuta in Regione il 21 gennaio: «Se nascerà un comitato civico per presidiare le cave di Pietratonda dove la Regione ipotizza di depositare i gessi rossi, sarò il primo del corteo».
I gessi rossi, «prodotti in quantità notevoli prima dalla Tioxide, oggi dalla Venator, hanno inquinato i terreni e le falde idriche della piana di Scarlino, perché nonostante le assicurazioni dei produttori, rilasciano alle acque dilavanti concentrazioni tossiche oltre i limiti di legge e che hanno anche una concentrazione di biossido di titanio superiore all’1%», è la denuncia Roberto Barocci del forum ambientalista grossetano che precisa che sulla base del parere scientifico del Comitato per la Valutazione dei Rischi del 14 settembre 2017, il biossido di titanio è stato classificato come cancerogeno di categoria 2 per inalazione e l’Ispra ha precisato che tali sostanze «dovrebbero considerarsi cancerogene per l’uomo». Barocci ricorda che proprio per tale pericolosità, «quando le Amministrazioni passate ipotizzavano il deposito di tali rifiuti presso la cava di gesso di Roccastrada o nella ex cava della Vallina a Gavorrano o ancora nella cava della Bartolina a contatto con le falde del Bruna, l’opinione pubblica opponendosi ha chiesto prescrizioni puntuali che hanno consigliato di accantonare tali progetti. Oggi, senza trasparenza, si cerca di ottenere il deposito dei gessi rossi nelle ex cave ricche di sorgenti idriche di Campagnatico».
Barocci osserva che «sia i tempi intercorsi che i limiti fissati sono frutto di compromessi tra le esigenze sanitarie e quelle economiche dei produttori» e tira in ballo il sindaco di Campagnatico che «dovrebbe ascoltare tutti i residenti – osserva Barocci - Che siano per lo meno ascoltate le realtà economiche e tutta la popolazione che vive in quel Comune».
Ma il sindaco Grisanti rivolgendosi proprio a Barocci sbotta: «Avrebbe potuto chiamarmi per sentire come stanno le cose, prima di tirarmi in ballo. Dico soltanto che l’ipotesi di depositare i gessi rossi nella ex cava di Pietratonda è stata duramente rigettata in sede di conferenza dei servizi sia dal sottoscritto che dall’ingegner Ricciardi. Faccio presente anche che quando sono stato convocato dalla Regione, mi era stato inviato un documento non per intero, tanto che il nostro geologo ne ha chiesto l’integrazione. Dopodiché, alla conferenza alla quale mi sono presentato col tecnico comunale, c’è stato il mio parere politico negativo. Aggiungo anche che questa è stata la prima conferenza e sulla questione ci sarà un lungo sviluppo futuro. Ma dico da subito che se si costituirà dal basso un comitato di cittadini a presidio del nostro Comune, io ne farò parte per primo». —
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