Il Tirreno

Grosseto

Cassero Senese «La mia odissea dall’aggiudicazione al passo indietro»

Cassero Senese «La mia odissea dall’aggiudicazione al passo indietro»

L’imprenditore Del Gizzo a breve libererà il Baluardo «Questo lo definisco un caso di degrado amministrativo» 

6 MINUTI DI LETTURA





grosseto. Nel giro di breve il Cassero sarà di nuovo vuoto. Si chiude così il percorso che – nelle intenzioni dell’Istituzione Le Mura, assegnataria in concessione del complesso monumentale – avrebbe dovuto assicurare alla Fortezza un gestore “a lungo termine”: per cinque anni.

Sono trascorsi 9 mesi da quando la gestione del Cassero venne affidata a Archetipi, società della famiglia di imprenditori Del Gizzo, vincitrice di un bando dell’Istituzione Le Mura. Ma dall’aggiudicazione provvisoria non si è mai giunti a quella definitiva: in nove mesi non si è firmato il contratto di gestione della Fortezza. Di recente, convenendo a una decisione con l’Istituzione Le Mura e il Comune, la famiglia Del Gizzo ha rinunciato all’assegnazione, con l’accordo di garantire eventi mediante un calendario di lungo respiro. Dopo l’accordo, sono discese comunicazioni da parte dell’Istituzione Le Mura, di dettaglio delle modalità con cui Archetipi avrebbe dovuto gestire il Cassero in questa sorta di interregno, in attesa di un nuovo bando, che hanno indotto il gestore a tirarsi indietro: nel giro di breve libererà gli spazi. Secondo Guido Del Gizzo, le comunicazioni erano contraddittorie: Istituzione Le Mura e Comune dicevano sì a una programmazione di eventi per 18 mesi a fronte di una concessione fino al 31 agosto; l’Istituzione Le Mura manteneva il diritto di prelazione per qualsiasi progetto ritenesse d’interesse; e non veniva fornita la tempistica per il nuovo bando. Il presidente dell’Istituzione Le Mura, Alessandro Capitani, ha fornito di recente la sua lettura della vicenda, difendendo le cose fatte, pur negli ostacoli: dalla Soprintendenza commissariata ai rischi di contenziosi legali. Oggi Guido Del Gizzo ritorna sulla questione con un suo intervento, di seguito.

«Comprendiamo – dice l’imprenditore – come il presidente Capitani sia tenuto ad una “difesa d’ufficio” dell’operato insoddisfacente dei suoi funzionari e non gliene vogliamo per questo, ma, essendo entrato lui nell’argomento che avevamo volutamente taciuto, per rispetto dell’impegno comunque profuso da lui e dal vice sindaco Luca Agresti, intendiamo precisare alcuni aspetti».

«Quando a ottobre 2019, Archetipi, a seguito dell’aggiudicazione, iniziò a sollecitare la stipula del contratto –continua Del Gizzo – il dottor Bernardini dell’Istituzione Le Mura, cominciò a frapporre scuse di vario tipo per evitare il contratto, tra cui anche quella, assolutamente fantasiosa, del Durc (il Documento Unico di Regolarità Contributiva). Dopo vari tentennamenti, ci fu detto da Capitani e Bernardini che l’ufficio contratti del Comune non avrebbe mai approvato la sottoscrizione del contratto in quanto, testualmente, “avrebbero rischiato una sanzione da parte della Corte dei Conti”».

«Richieste spiegazioni, fu convocata una riunione a inizio novembre, nei locali del Comune alla presenza del vice sindaco Agresti, di Capitani, di Bernardini, dell’avvocato Claudio Boccini in qualità di mio legale, di Angelo Ruggero, segretario comunale all’epoca, e del sottoscritto. Il segretario comunale ci spiegò che a suo parere il bando di gara era stato redatto in modo errato e che non sarebbe stato possibile procedere alla stipula del contratto. Con sorpresa chiesi quale potesse essere la soluzione e il segretario comunale suggerì che noi rinunciassimo all’aggiudicazione e che gli uffici comunali, sotto il suo coordinamento, pubblicassero un nuovo bando entro la fine dell’anno. In realtà, abbiamo verificato come non sia stato fatto alcunché in tal senso e invitiamo gli uffici comunali a fornire prova contraria».

«Sorprende che ancora oggi Capitani – forse mal consigliato – possa sostenere la favola dell’assenza del Durc in capo alla nostra società, in quanto, se ciò fosse vero, non si comprende come L’Istituzione Le Mura abbia potuto concedere alla Archetipi srl la concessione provvisoria, peraltro sopraggiunta tre settimane dopo la decisione della commissione giudicante, quindi con tutto il tempo per verificare l’eventuale assenza di un presupposto essenziale, quale quello del Durc».

«Quando, nel novembre 2018, ci siamo posti il problema dell’agibilità, leggi “fruibilità”, dei locali del Baluardo Fortezza, ci siamo immediatamente resi conto di quali difficoltà avremmo incontrato e da dove sarebbero arrivate: le prescrizioni emesse dai vigili del fuoco per la messa a norma dell’intero immobile, datate 2002, che comportavano una spesa compresa tra 40mila e 70mila euro, erano state disattese per quasi due decenni dagli uffici competenti, che non erano nemmeno in grado di fornire i progetti sui quali erano basate.

Poco prima di Natale, un mercatino organizzato nell’area pozzo con la Filiera Drago e Confartigianato saltò all’ultimo momento, malgrado il lavoro di due giorni di una squadra di professionisti e la disponibilità dell’intera giunta comunale a riunirsi d’urgenza in seduta straordinaria: che nessuno osasse mettere in discussione i tempi e le prerogative degli “uffici competenti” i quali, con calma, autorizzarono l’identico evento, nello stesso luogo, cinque giorni dopo».

«Il Baluardo Fortezza è un caso conclamato di degrado amministrativo: per molti anni si è preferita una gestione limitata, occasionale, con un impianto antincendio predisposto ma non funzionante e uno schema dell’impianto elettrico ormai tramandato per tradizione orale».

«Sindaco, vice sindaco, gli assessori competenti e il presidente Capitani, che ci hanno sistematicamente e incondizionatamente sostenuto dall’inizio di questa avventura, certamente non sono responsabili di aver creato questa situazione: ma lo diventano da adesso in poi, se non trovano una soluzione».

«In questi mesi abbiamo contattato e siamo stati contattati da varie forze politiche locali, recentemente anche da un’esponente della Lega: ne siamo lieti e perfino un po’ lusingati, in considerazione del fatto che si tratta di una forza politica agli antipodi della nostra visione del mondo; il nostro interlocutore ci è sembrato sinceramente interessato ai nostri progetti, pragmaticamente teso alla ricerca di soluzioni e, oltretutto, molto simpatico».

«Tuttavia – sottolinea Del Gizzo – noi pensiamo che un imprenditore, più che sulla capacità di tenere rapporti e contatti con quasi tutti, debba poter contare su un quadro chiaro di diritti, di doveri, di rischi e di opportunità di guadagno: è per questo che, dall’inizio, abbiamo richiesto che fosse aperto un bando, anziché procedere, come ci era stato proposto già un anno fa, a una concessione diretta».

«Siamo certi che l’incredibile comunicazione del 19 febbraio, nella quale ci si informa della concessione degli spazi fino ad agosto e, nella stessa frase, ci si avverte che comunque l’Istituzione Le Mura mantiene la priorità sul loro uso in funzione di qualsiasi iniziativa ritenuta di interesse, non sia espressione della volontà del presidente o delle autorità comunali. A questo punto, però, devono affrontare il problema, che si risolve solo con un nuovo bando, in tempi compatibili con la modernità diffusa a queste latitudini».

«Noi di Archetipi siamo testardi, motivati e convinti delle grandi opportunità che il Baluardo Fortezza potrebbe offrire a tutto il territorio».

«Siamo pronti a impegnarci, di nuovo, anche in collaborazione con altri possibili “complici” conosciuti in questi mesi, per sviluppare ancora più idee e realizzare ancora più progetti: e in tempi brevi. Saremmo molto stupiti, ma soprattutto delusi – conclude – se invece le Istituzioni decidessero di gettare la spugna». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web