Gioco
Tweet sull’Argentario finisce sotto la lente dei carabinieri
Professionista denuncia «l’aborto di due attività», causa effetti dell’allarme coronavirus. Il sindaco vuole indagini a tutela dell’immagine del suo Comune.
MONTE ARGENTARIO. È un cinguettio – così si chiamano in gergo i post di Twitter – che è destinato a far discutere e a non disperdersi, almeno per ora, nel mare magnum della Rete. Denuncia la mancata apertura di due strutture, presumibilmente destinate ai turisti, che stavano per aprire i battenti sulla Costa D’Argento, ma che non lo faranno, a causa, sempre presumibilmente, degli effetti dell’allarme coronavirus; il tweet si chiude con tre parole – «Aborto delle attività» – che suonano come una marcia funebre. Quel bisbiglio urlato dalla Rete non è piaciuto al sindaco di Monte Argentario, Franco Borghini: «È una vera e propria bufala, roba da social», dice il primo cittadino che, per tutelare il buon nome del magnifico paese che governa, ha già sottoposto la questione alle forze dell’ordine.
IL POST
Il tweet compare sabato 29 febbraio. L’autore è Carlo Botta, professionista grossetano d’adozione, esperto di marketing e internazionalizzazione. «Oggi – scrive – all’Argentario è stato comunicato che due importanti nuove strutture turistiche, da inaugurarsi a marzo, hanno bloccato i lavori di allestimento e annullate le assunzioni, disdetti i contratti di forniture e annunciato aborto delle attività»; l’autore aggiunge #Toscana e una menzione all’indirizzo di Claudio Borghi, deputato eletto in Toscana per la Lega di Matteo Salvini. Il Tirreno contattata il professionista Carlo Botta per sapere quali siano quelle iniziative imprenditoriali morte in culla, in un luogo di grande pregio naturalistico e in un territorio che vive per lo più di turismo. E il professionista risponde che non lo rivelerà: «Mi attengo – scrive Botta – al segreto professionale, non mi presto per gossip mirati a scoop».
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LA SMENTITA
Tastato il polso alla rappresentanze di chi fa impresa ricettiva sulla Costa d’Argento – che non ne sanno nulla – non resta che rivolgersi al primo cittadino. «Non c’è nessuna iniziativa che è stata interrotta – risponde il sindaco Borghini – Non risultano né a me né a nessun altro richieste di permessi annullati. Ho già investito della questione l’Arma dei carabinieri, a tutela dell’immagine e del buon nome di Monte Argentario. Verranno fatte delle verifiche e, se quanto dichiarato non risultasse vero, verrà fatta denuncia».
LASPIEGAZIONE
Ricontattato nuovamente dal Tirreno, Carlo Botta fornisce alcuni dettagli su come sia nato il suo post: «Io ho riportato una notizia – spiega – che mi è stata riferita da persone coinvolte direttamente in queste iniziative». «Non è detto – aggiunge –che un sindaco sappia tutto ciò che fa un privato». Poi, dal suo punto di vista, dettaglia il clima da cui è uscito fuori quel tweet: «Lamia denuncia – sottolinea Botta – è al clima di terrore (il riferimento è all’allarme coronavirus, ndr) che è stato creato dalla stampa e che, purtroppo, produrrà pesanti ripercussioni sull’economia». Non resta dunque che attendere gli sviluppi.
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