Gioco
Le attività che minacciano la riproduzione vanno rinviate
Il Wwf ricorda le norme che tutelano questo particolare periodo Il rischio è addirittura maggiore nelle prime fasi della cova
l’intervento
Prendendo spunto dalla nostra sollecitazione dei giorni scorsi al Comune di Grosseto, affinché lo stesso sospenda il previsto taglio dei pini di via Mascagni, dato che sugli stessi sono presenti nidi già occupati da uccelli in cova anche a causa del clima particolarmente mite, vorremmo fare alcune considerazioni generali, valide anche per altri casi di interventi umani che possano disturbare una nidificazione.
In primo luogo, si ricorda che il primo comma dell’articolo 1 della Legge 11 febbraio 1992 numero 157 (“Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”) recita: «La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale». Da ciò derivano ovviamente le norme di tutela della fauna stessa, che sono rafforzate dalla Direttiva 009/147/CE (cosiddetta “Direttiva uccelli”). L’articolo 5 della Direttiva vieta alla lettera B «di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi” e alla lettera D «di disturbarli deliberatamente in particolare durante il periodo di riproduzione…». Entrambe le norme dell’articolo 5 non si riferiscono soltanto alle specie di uccelli ritenute di interesse comunitario prioritario, bensì, come cita l’articolo 1 della Direttiva medesima, «tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri».
Inoltre, l’articolo 21 della citata Legge 157/92, alla lettera O vieta espressamente di «prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi e uccelli appartenenti alla fauna selvatica».
Per tali motivi, anche indipendentemente dalle delibere che numerosi Comuni italiani hanno emanato per tutelare la nidificazione di specie come rondini, balestrucci e rondoni, la riproduzione degli uccelli è comunque tutelata e occorre evitare la distruzione dei nidi, ma anche attività che possano comportare il disturbo degli uccelli nidificanti, col rischio di abbandono della cova. Rischio che è addirittura più forte all’inizio dell’attività di cova, rispetto a quando sono già nati i pulli e più difficilmente vengono abbandonati.
Ribadiamo perciò l’invito a chiunque possa svolgere attività che mettano a rischio la riproduzione degli uccelli, ma anche dei mammiferi, di svolgere tali attività al di fuori della stagione riproduttiva. —
Associazione WWF
Provincia di Grosseto
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